Street art e creatività urbana, all’Eschilo lab un racconto artistico inedito della Sicilia

Una guida che ripercorre l’arte di strada in Sicilia attraversando tutte le province, dalle città più grandi a quelle più piccole. Dopo una lunga ricerca sul campo, dialogando con artisti, cittadini e associazioni, Mauro Filippi, Marco Mondino e Luisa Tuttolomondo hanno dato vita a “Street art in Sicilia”.

Duecentosessantacinque pagine e più di trecento scatti fotografici per immortalare le opere di oltre duecento artisti provenienti da ogni parte del mondo. Un lavoro certosino e dettagliato, arricchito da descrizioni e approfondimenti tematici e monografici che tracciano una panoramica esaustiva dell’arte urbana degli ultimi anni nell’isola, offrendo allo stesso tempo al lettore un tour artistico diverso dal solito.

Al centro dell’opera la Street art, relazionata agli artisti e al territorio, quale fonte di rigenerazione urbana. Di questo e di molto altro si è parlato la scorsa sera all’Eschilo lab, in occasione della presentazione del libro, edito Flaccovio editore, organizzata dall’associazione Uncle Jack. Un interessante racconto sulla nascita del libro, maturato passo dopo passo, in cui le diverse competenze professionali dei tre autori si sono mescolate per non consegnare al pubblico un anonimo elenco di opere, ma una narrazione di creatività urbana vista sotto l’aspetto artistico di certo, ma anche sociologico e semiologico.

Un’ora e mezza trascorsa come se fosse una chiacchierata tra amici, con un pubblico attento e interessato, che alla fine ha voluto condividere anche qualche impressione. Al centro degli interventi la questione Gela, città dal talento artistico invidiabile, costretta però a vedere i propri giovani artisti emigrare in altre province per realizzare le proprie opere d’arte.

Un territorio che non vede l’interesse dei privati né del pubblico, sono molto pochi quelli che investono sull’arte. “I privati possono fare tanto – hanno detto i due autori presenti, Filippi e Tuttolomondo – diverse opere di Street art raccolte nel libro sono state promosse da grandi aziende e grandi nomi, soltanto per alcune di esse c’è stata dietro la mano del pubblico, nelle diverse forme di organizzazione. Eppure la Street art per una città può davvero fare tanto. Ciò che conta è capire se il territorio sia realmente pronto ad accoglierla, a comprenderla, a impararla. In caso contrario, sarebbe soltanto un’imposizione senza le conseguenze sperate”. La domanda da farsi dunque, sfruttando questo assist, è proprio questa: Gela è pronta alla Street art?