Studenti del liceo classico in visita al palazzo Steri di Palermo per una lezione alternativa

Interessante esperienza culturale quella vissuta la settimana scorsa da un gruppo di alunni delle terze classi A-C-D del liceo classico “Eschilo” a Palazzo Steri a Palermo.

Una lezione fuori dalle aule dell’istituto, non incentrata come di consueto sui versi eterni dei poeti dell’antichità greca, ma su quelli di un poeta del secolo scorso, Yannis Ratsos, “l’operaio della parola”, scomparso nel 1990, che concepì la poesia come impegno sociale e momento non per distinguersi dalla gente, ma per incontrare la gente.

I liceali a Palazzo Steri hanno partecipato alla seconda delle tre giornate di studi su Ritsos, organizzate dall’Università di Palermo. Ad invitare il liceo Eschilo è stato l’antropologo Ignazio Buttitta, docente della facoltà di Lettere dell’Università di Palermo.

Iniziativa subito sposata dal dirigente scolastico Gioacchino Pellitteri. “Importante il contatto tra i nostri studenti e l’ Università – ha detto il dirigente – ma anche comprendere il legame tra il greco antico studiato a scuola e il greco moderno. Perciò i nostri alunni hanno avuto un’importante opportunità che, a giudicare dall’ entusiasmo con cui ne hanno parlato al ritorno, si è rivelata assai proficua”.

Promotore dell’iniziativa è stato il docente di latino e greco Ivo Abela, che ha preparato gli alunni sull’argomento oggetto della giornata di studi e ha seguito con loro – unici liceali presenti a Palazzo Steri – le interessanti relazioni del professor Vincenzo Ruotolo, che ha inquadrato il ruolo civile e sociale del poeta così come Ritsos lo intendeva e del professor Salvatore Nicosia, che si è soffermato sull’equivalenza tra esistere e resistere.

Dei rapporti tra Ritsos e il mito classico ha parlato il professor Sebastiano Amato. Gli aspetti linguistici sono stati, invece, affrontati dal professor Aldo Gerbino. I liceali hanno poi potuto ascoltare la testimonianza di Eri, la figlia del poeta. “Una lezione diversa ed entusiasmante per i nostri liceali – ha commentato il professor Abela – che hanno potuto comprendere come la storia della lingua e della letteratura greca non si esaurisca con i programmi del liceo, ma si snodi lungo i secoli, fino ad oggi”.