Sukranmoraelsignoraliberta’ signorina anarchia, ironia genio, provocazione portaci via…

L’Appuntamento dell’11 aprile  per  la rassegna Dattereinmezzoalmare ha visto come ospite protagonista Sukran Moral performer art . Definita anarchica , provocatoria, ironica ecreativa. nelle sue performance protagonista il corpo come medium artistico ma anche l’anima aggiungerei. Nei suoi occhi si vede la forza e il coraggio di tutte le donne non solo turche, ma  le donne di tutto il mondo  uccise, che lottano ogni giorno contro stereotipi contro una cultura che vede la donna nel suo unico ruolo in famiglia e ancora contro gli abusi del potere, contro una cultura maschilista che solo la donna genio può superare con l’arte , la creatività e l’ironia e anche grazie se vogliamo a una sana follia che salva dalla quotidianità .Sukran è stata una bella sfida per l’intera comunità gelese. Si parla di avanguardia e forse verrà veramente compresa fra 50 anni. Sukran è conosciuta soprattutto per le sue esibizioni scandalose, che la ritraggono crocifissa o intenta ad amoreggiare con scheletri, per i suoi videoclip e le sue installazioni. Durante gli anni ‘80 e ‘90 ha inoltre composto poesie e scritto articoli di critica d’arte in Turchia. Attualmente divide il suo lavoro tra Istanbul e Roma.

Certi video e racconti sembravano dei deja vu posti, e luoghi già visti vicini anche se lontani. immagino una performance in Italia ovvero a Gela cosa potrebbe suscitare nei confronti di un intera comunità aprire un bordello per una performance di artista ..si potrebbe accettare la voglia di libertà di espressione a quei livelli?  Cosa ne penserebbero i conservatori , i ben pensanti guardando le sue scandalose performance?. Sukran cita Pasolini, Dostoevskij nei suoi filmati firmandosi sotto il segno dell’anarchia. I discorso hitleriano a suon di bau bau diverte forse poco il potere e mi ricorda un po’ la corrente dell’arte  dadaista. Nell’altro filmato incarna le vesti di una prostituta da bordello guardando con sfida e coraggio  i movimenti di uomini affamati dal suo corpo e non della sua  grande anima …e ancora sposare tre uomini a dispetto della cultura musulmana che permette questo privilegio solo agli uomini. Bellissima affermazione quando dice quasi a commuovere donne e uomini gelesi confusi dai suoi messaggi: “Io non chiedo a nessuno di essere in parità, sono gli uomini che devono essere alla nostra altezza“. In quell’attimo mi sono sentita libera con il tuo pensiero… forse aspettavo. Non basta più il ”je suis” di questi tempi ma “yes I think and I have another dream”. Aspettavamo da tempo una scossa cara Sukran. Per risvegliare queste nostre coscienze sepolte in mezzo al mare. Se è vero che la creatività abita e viene fuori  dai  luoghi oscuri dove esistono regole dure , nelle prigioni, nelle realtà più desolate, nei regimi più totalitari, nel dolore e sacrificio più estremo ringrazio il tuo coraggio. È vero che i poeti e gli artisti più  grandi sono quelli che ancora non conosciamo sconosciuti al mercato dell’arte contemporanea

Mi accorgo sempre più che in Italia, la protesta anche nell’arte sta andando ad affievolirsi e confondersi sempre più con il potere. Rimangono i casi del No Muos, No Tav io sto con essi… e non so più chi rimarrà libero veramente. Da donna, da artista che ha cantato canti di protesta e che forse da domani smetto. avrei voluto farti due domande. In Italia hai avuto mai delle difficoltà a esprimerti con le tue performance? Che prezzo paghi ogni giorno per la tua libertà? Per concludere visto i tempi del je suis, non sappiamo più chi siamo; penso anche che l’arte non abbia gli stessi occhi della politica ma che la politica utilizzi l’arte. Per rispondere alla domanda se l’arte fa o è politica… viva la forza e il coraggio di donna nella sua espressione in qualsiasi parte del mondo… il resto e’ noia.

Ciao Sukran