Sul pullman Licata-Gela, per prostituirsi

Sarebbero prostitute per mantenere la famiglia o semplicemente per comprare borse e vestiti firmati. Non sono badanti, o operaie, ma si tratterebbe di donne, disoccupate, alcune sposate e in qualche caso madri di figli, ma anche single e ragazze universitarie, che vendono il proprio corpo. Agrigentoflash le definisce pensolari del sesso. Sì perchè le donne di cui stiamo parlando sono di Licata, e una, anche due volte la settimana si recherebbero con il pullman a Gela per prostituirsi. Partono molto presto la mattina, come i tanti pendolari che lavorano nella nostra città. Le licatesi, quindi si prostituirebbero a Gela, per non farsi riconoscere, ma altrettanto le gelesi, si recano nel comune agrigentino, per praticare il “mestiere più antico del mondo”. Sia a Gela che a Licata, i luoghi di incontro sarebbero i Bed & Breakfast, ma anche le abitazioni del centro e qualche villetta periferica, tutti luoghi messi a disposizione dai proprietari che prenderebbero una percentuale sulle prestazioni. Da 50 a 150 euro il presto da pagare per avere una donna che si sceglie tramite internet per poi prendere contatti telefonici. Ma c’è anche il passaparola. Gli uomini? I più insospettabili.  Le signore apparterrebbero a ceti bassi che a Licata svolgono lavori saltuari e poco remunerati, o semplicemente disoccupate o casalinghe che si occupano dell’educazione dei figli, ma con le casse vuote. Una realtà che nella città licatese è nota da tempo, che aveva coinvolto prima le casalinghe ed adesso anche le studentesse universitarie che andrebbero in trasferta. Tutto questo è il segnale di una crisi economica sempre più consistente. 

 

Articoli correlati