Sulla morte del giovane gelese a Ravenna, Maestri: fare luce sulle cause, fatti così gravi non dovrebbero accadere

Arriva il messaggio di cordoglio da parte del deputato ravennate Andrea Maestri alla famiglia di Nuccio Pizzardi, il 43 enne morto ieri all’interno dell’aera del petrolchimico di  Ravenna, schiacchiato da un serbatorio che si era staccato a causa dell’esplosione del tubo al quale stava lavorando.  “Esprimo il sentimento di cordoglio di Possibile e mio personale alla famiglia del lavoratore deceduto oggi. Chiedo che sia fatta piena luce sulle cause dell’infortunio mortale e sulle responsabilità. La persona del lavoratore e la sua dignità hanno un valore assoluto e gli obblighi di prevenzione e tutela devono essere presi molto sul serio. Fatti così gravi, con le dotazioni prevenzionistiche oggi in uso e con i piani di sicurezza obbligatori nei contesti lavorativi più a rischio, non dovrebbero più accadere. Eppure accadono ancora e con drammatica frequenza. Serve una cultura vera della prevenzione e della sicurezza, serve irrobustire il sistema della prevenzione e della repressione. Ognuno di noi ha un pezzo di responsabilità, dobbiamo essere tutti fattivamente coerenti con i valori personalistici e solidaristici consacrati dalla nostra Costituzione. Morire sul lavoro è tremendamente ingiusto. Un abbraccio affettuoso alla famiglia e ai colleghi del lavoratore.” Oggi durante la lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici della Fim-Fiom-Uilm della provincia di Ravenna è stato osservato un minuto di silenzio. Nuccio Pizzardi lascia la moglie e la figlioletta di 13 anni.