Svaso e sfangamento della diga Comunelli, il progetto approda al Servizio Dighe della Regione

Il progetto per le operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento della diga Comunelli è stato portato dal Comune di Gela al Servizio Dighe del Dipartimento Energia della Regione Siciliana. L’obiettivo è la restituzione e il riuso di risorse che una volta venivano considerate prodotto di scarto, con conseguente conferimento in discariche a costi elevatissimi e che oggi potrebbero rappresentare una ricchezza per i terreni ad uso agricolo.” Questo – ha affermato il vicesindaco Siciliano – consentirà l’aumento della capacità di invaso, oggi quasi totalmente azzerato, garantendo il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità del decreto Salva Italia”.

Ad oggi i fanghi utilizzabili sono circa tre milioni di metri cubi che, se smaltiti in discarica, costerebbero alla collettività circa 30€/mc. Il Comune di Gela, nel farsi portavoce di quanto già fatto in passato dal Consorzio di Bonifica 5, ha depositato agli atti il rapporto tecnico di caratterizzazione dei fanghi che mostra la loro qualità per uso agricolo, su un’analisi ad ampio spettro condotta per la verifica della presenza di metalli pesanti. Il progetto è sostenuto anche dai Comuni di Licata, Butera, Mazzarino, Riesi e Ravanusa nell’ottica della sinergia di sistema della coesione territoriale.

L’assessore Siciliano ha annunciato anche altre iniziative dello stesso tenore come il reimpiego delle acque reflue depurate e affinate per usi agricoli, la connessione della vasca Settefarine alla condotta che intercetta la diga Comunelli e l’uso dell’acqua del Ragoleto. I temi sono stati valutati positivamente da Enrico Vella, in rappresentanza del presidente della Regione Siciliana, particolarmente interessato a velocizzare gli iter procedurali per far sì che la Sicilia possa per prima in Italia divenire modello innovativo in tema di gestione delle risorse irrigue.