“Tà gynaikeia. Cose di donne”, girato anche a Gela, vince il premio Acheoblogger di Rovereto

Ha vinto il premio Acheoblogger,” Tà gynaikeia. Cose di donne” il film che il regista Lorenzo Daniele ha presetnato nella XXVI rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto.Un viaggio al contrario che guarda  mondo delle donne, dal passato prossimo al passato remoto. Il film è stato ambientato in diversi città dell’isola: Agrigento, Siracusa, Palermo, Vittoria, Troina e Gela. Storie o meglio cose di donne, dei nostri giorni (una fotografa vicina all’ottantina, una carismatica enologa, un’anziana educatrice, una popolare scrittrice, una giovane archeologa, una famosa attrice), che nascondono storie  ben più antiche, e che affondano nelle radici e nel mito della Sicilia.Un insieme di storie personali, diverse uno dalle altre, che guardano al passato e al futuro, frammenti che costituiscono un unico racconto, che conduce  ad un unico denominatore: essere femmine  in Sicilia,  un’isola ricca di contraddizioni, che nel suo concedersi e negarsi, nella sua capacità di nutrire e allevare, nel suo essere amabile e odiosa al tempo stesso, mostra una natura tutta femminile. Il premio è stato consegnato sul palco dell’auditorium Melotti di Rovereto da Antonia Falcone, archeoblogger del sito Professione archeologo, a un’altra donna, la giovane archeologa Alessandra Cilio che del film è la consulente scientifica. Queste le motivazioni “Ci è piaciuto il suo sguardo innovativo sul passato, che percepisce la storia come patrimonio condiviso. I ricordi personali delle protagoniste rischiarano di una luce contemporanea, forte e capace di suscitare grande empatia, le testimonianze dei resti archeologici che si scrollano di dosso la loro polvere secolare e divengono vivi e attuali, comprensibili, segni tangibili di vite reali”. Il film è stato  prodotto nel 2015 dalla casa di produzioni cinematografiche di Augusta (Sr) “Fine Art Produzioni srl”, cofinanziato dalla Film Commission della Regione Sicilia, con la collaborazione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’università degli studi di Catania. Protagoniste quindi  le donne, sia  nei panni di divinità, di numi tutelari, ma anche semplici figlie, spose e madri, fedeli devote: “Entità pressoché silenti –  ha detto la Cilio-, eppure fondamentali per il benessere e la crescita di una comunità, ieri come oggi. Ne deriva un’analisi incrociata su più livelli, sia dal punto di vista storico che antropologico, capace di offrire interessanti spunti di riflessione sul ruolo della donna all’interno della famiglia e della società: un ruolo spesso complesso, oggi più che mai ricco di contraddizioni, in continuo divenire”. Il film sarà presentato il 25 ottobre prossimo a Licodia Eubea (Ct), alla V Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica. Ma per il pubblico siciliano ci saranno anche altre possibilità. È infatti è in programmazione una serie di presentazioni nelle città città in cui è stato ambientato, tra cui Gela.

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