Targa per il dottor Ganga: settant’anni a servizio di chi soffre

Settant’anni di iscrizione all’Ordine dei Medici per Salvatore Ganga.

In suo onore si è svolta una cerimonia nell’aula consiliare del Municipio di Niscemi per celebrare il suo impegno e la sua professionalità a servizio di chi soffre.

Ganga, in pensione dal 1989 dopo aver svolto l’attività di medico di famiglia, è il dottore siciliano più longevo che vanta l’scrizione all’Ordine dal 1948. “Rivolgiamo particolare attenzione ai giovani colleghi – ha affermato Giovanni D’Ippolito, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Caltanissetta – ma il futuro ha radici profonde e per questo motivo non dimentichiamo il patrimonio professionale e la testimonianza umana che ci tramandano i colleghi più anziani, anche se non esercitano più la professione medica.

Nella sua lunga carriera – ha proseguito – il nostro collega, grazie alle sue riconosciute doti cliniche, ha saputo dedicare il tempo adeguato al dialogo con i pazienti, fugando i loro dubbi e le loro paure e costruendo quel rapporto di empatia fondamentale per il quale spesso viene ricordato il medico di famiglia”.

Un momento emozionante che ha visto la presenza di Salvatore Paternò, vicepresidente OMCeO Caltanissetta, i consiglieri comunali Anna Maria Oliva, Salvino Tandurella e Salvatore Pasqualetto anche nella qualità di segretario generale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale di Caltanissetta, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina Monsignor Rosario Gisana e altre autorità.

Il presidente D’Ippolito e i consiglieri hanno consegnato al dottor Ganga una pergamena che riporta l’antico giuramento di Ippocrate, ormai non più in vigore e una targa ricordo.

“La professione medica – ha affermato Gisana – è una vocazione, ma per Salvatore Ganga è stata una missione al servizio della comunità niscemese. Impariamo dalla sua testimonianza, dalla capacità di commuoversi davanti al malato, con i suoi valori e le sue sofferenze”.

“Mi sento medico e lo sarò per sempre – ha aggiunto commosso Ganga – perché credo fortemente in questa nobile professione di aiutare gli altri. Non basta vivere, ma bisogna anche valere per rendere una società più evoluta e progredita”.