Terra di Mezzo: la realtà dipinta da Giovanni Iudice

Si è inaugurata giorno 30 Maggio la mostra Terra di Mezzo dell’artista gelese Giovanni Iudice, allestita a Palermo nel signorile palazzo Sant’Elia, nel cuore del centro storico palermitano.

Una mostra che ha al suo centro la Sicilia, quella Terra di Mezzo che rappresenta un’ancora di salvezza, un approdo sperato e disperato per quanti hanno solcato il mare, abbandonando le proprie sventure, sperando in un nuovo inizio.

Una mostra che, divisa in due, mostra due facce della terra natia dell’artista: i primi quadri mostrano le spiagge di Gela, colori solari, gente al mare, scene di vita estiva quotidiana; poi arriva il cupo, si cambia ambientazione, il mare c’è sempre ma non c’è la spensieratezza, non c’è la leggerezza, ci sono piuttosto scene troppe volte viste in TV, ci sono gli occhi smarriti e sfiniti, l’agonia sui barconi e sulla spiaggia, c’è la cronaca, anch’essa quasi quotidiana, degli sbarchi degli immigrati sulle coste siciliane.

E’ una cronaca sì, perché i quadri di Iudice sono fotografie, fotografie di momenti ben precisi, scene indelebili di sofferenza, hanno la forza dirompente delle fotografie, hanno un tratto preciso e attento, mai esagerato e sensazionalistico, descrivono la realtà, non la immaginano né la distorcono. Alcuni quadri poi, hanno una dimensionalità particolare, escono dalla classica bidimensionalità per fondersi con l’ambiente espositivo; l’espediente non è fine a se stesso, né un puro esercizio di stile, piuttosto aumenta la drammaticità delle scene, ponendo l’osservatore all’interno del quadro, all’interno di una scena drammaticamente reale.

La realtà è al centro delle opere di Iudice, la realtà quotidiana, sia essa fatta di una passeggiata sulla spiaggia, o di un tentativo di soccorrere chi raggiunge quella stessa spiaggia dopo un lungo ed estenuante viaggio; la realtà è la fonte da cui l’artista attinge per realizzare le sue opere, così come affermato dallo stesso Iudice, nelle parole che si trovano all’ingresso della mostra:

“Dipingo la realtà e ciò che mi viene incontro. Lascio che tutto mi arrivi come funzione dei significati, perché in essi ritrovo me stesso. Non amo il facile terreno dell’interiorità, il mondo ne è pieno, l’interpretazione non va cercata, va vissuta, tra incanto e dramma, nell’urgenza della vita”.

La mostra Terre di Mezzo, curata da Giuseppe Iannaccone, sarà visitabile sino al 30 giugno ed è inserita nel cartellone di Palermo Capitale Italiana della Cultura.