Terremoto: la Sicilia zona a rischio

Il tragico terremoto che ha sconvolto il centro Italia e che ha letteralmente cancellato alcuni paesi  della provincia di Rieti, risveglia in tutti la più ancestrale delle paure: la paura della forza devastante della natura.

Davanti alle terribili immagini che ci giungono dalle zone colpite dal terremoto, molti di noi probabilmente hanno rivissuto  situazioni già sperimentate sulla propria pelle, di scosse più o meno forti, di notti passate all’aperto.

Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, ha dichiarato che “L’Italia è un territorio geologicamente giovane, le cui aree maggiormente soggette alle scosse più violente sono la Sicilia, le Alpi orientali e i luoghi lungo gli Appennini centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria.  In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico”

Purtroppo quindi anche la Sicilia è una zona ad alto rischio sismico e questo vale soprattutto nella fascia ionica che va da Messina fino a Siracusa e Ragusa e nella zona del Belice; dal devastante terremoto di Messina degli inizi del secolo scorso passando per il terremoto che sconvolse la Valle del Belice sul finire degli anni 60, la storia recente della nostra isola è in effetti piena di distruttivi eventi sismici. Di terremoti nell’isola se ne registrano centinaia ogni anno. Molti non vengono avvertiti dalla popolazione ma solo dai sismografi.

g

Figura 1 Pericolosità sismica della Sicilia (fonte INGV)

Ma pur essendo la Sicilia un territorio a così elevato rischio sismico, la prevenzione e la messa in sicurezza degli edifici ,restano ancora quasi utopie: ad oggi solo su 58 comuni dei 282 classificati a rischio secondo la normativa di riferimento, sono stati eseguiti sopralluoghi e interventi di messa in sicurezza degli edifici; Fabio Tortorici, presidente della Fondazione Centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi, ha dichiarato all’AdnKronos che “in linea di massima dal 2009 le nuove costruzioni sono sismo-resistenti. I rischi maggiori sono per i fabbricati realizzati ante 1970. Per quelli andrebbe studiata una forma di prevenzione e di adeguamento sismico”.

Data la frequenza di eventi sismici sull’Isola non è quindi più procrastinabile l’avvio di interventi che possano permettere di rendere il più sicuro possibile le zone a rischio, per evitare di dover nuovamente vedere e rivivere, le scene che in questi giorni stanno purtroppo arrivando dal centro Italia. E’ ora che il governo Siciliano sblocchi i fondi per procedere alla messa in sicurezza della nostra terra.         

 

Articoli correlati