Tra le Medaglie al Valor Militare gelesi anche Giuseppe Valenti, morto eroicamente nel 1937

Morì eroicamente durante la guerra civile in Spagna e, pertanto, gli fu conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Parliamo di Giuseppe Valenti, soldato ex Carabiniere, su cui si sono concentrate le ricerche del professor Mulè occupandosi dei gelesi che combatterono nella Seconda Guerra Mondiale. Un uomo di cui si era persa la memoria: fino agli anni Cinquanta il suo nome era conosciuto e l’amministrazione comunale dell’epoca gli dedicò persino una via nel Villaggio Aldisio.

Nato a Terranova di Sicilia il 5 novembre 1899 e morto a Guadalaiara l’11 marzo 1937, appartenente al 724° “Bandiera Inflessibile”, durante l’occupazione di una forte posizione nemica, sotto il fuoco micidiale dell’avversario si slanciò all’assalto, mentre ancora infuriava la preparazione delle artiglierie italiane. Ferito una prima volta, rifiutò ogni cura e, ponendosi nuovamente alla testa degli arditi, proseguì verso la meta, gridando “L’ardito non teme e non muore”.

Ferito ancora e ridotto all’estremo delle forze per una copiosa perdita di sangue, raccolse le ultime energie per scagliare contro un fortino nemico tutte le bombe a mano che teneva e per poi irrompervi per primo, brandendo il pugnale. Nel tentativo di inseguire da solo gli occupanti, incontrò morte eroica colpito da numerose pugnalate nemiche.

Oggi la Medaglia d’Oro Giuseppe Valenti compare nella lista dei decorati dell’archivio digitale del Ministero della difesa e in quello dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, di cui recentemente si è aperta una sezione a Gela con la presidenza di Epifania Guccione, pronipote della Medaglia d’Oro gelese della Grande Guerra Tenente Giovanni Guccione. Il monumento alle medaglie d’oro di Gela, ubicato in piazza Martiri della Libertà, è una stele marmorea sormontata da una statua bronzea della Vittoria alata nell’atto di alzare verso il cielo una corona d’alloro con una stella a cinque punte, simbolo della nostra Repubblica.

Lì compaiono oggi cinque nominativi di gelesi decorati con la massima onorificenza al Valor Militare italiana: il Tenente Giovanni Guccione, unica Medaglia d’Oro della provincia di Caltanissetta nella Prima Guerra Mondiale, conferita di propria iniziativa da re Vittorio Emanuele III per l’atto eroico del 21 ottobre 1915 sulle alture del Carso dove il Guccione sacrificò la propria vita per la Patria; Emanuele Guttadauro, Capitano del Reggimento Fanteria “Frecce Azzurre”, che il 21 settembre 1938 a Barracas in Spagna perse eroicamente la vita; il Tenente Giulio Cesare Siragusa che sacrificò con onore la propria vita sul fronte russo il 2 gennaio 1943; il Maresciallo dei Carabinieri Sebastiano d’Immè, vittima recente del dovere, trucidato a Locate Varesino il 6 luglio 1996 e il soldato, ex Carabiniere, Giuseppe Valenti, deceduto eroicamente a Guadalaiara in Spagna.

Recentemente, inoltre, il professor Mulè è riuscito a ritrovare un suo parente, il Comandante della Stazione Carabinieri di Gela, il Luogotenente Nicolò Bulone, che ha fornito diverse notizie con relativa documentazione. Il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Gela, il Luogotenente in pensione Cavalier Domenico Resciniti, appresa questa notizia, con la sua associazione coinvolgerà la cittadinanza attraverso i mass-media per far conoscere questo milite gelese, ripromettendosi anche una sua prossima commemorazione con la partecipazione dei figli, che oggi risiedono nel Lazio.