Tradizioni e archeologia di Gela nel film “Cose di donne”. Stasera al cine-teatro Antidoto

La storia di Gela, attraverso il racconto dell’archeologa Angela Catania,  nel docufilm “Tà Gynaikeia. Cose di donne”, che andrà in visione stasera  al cine teatro Antidoto di Macchitella dalle ore  21:00. Presenti il regista Lorenzo Daniele, e la sceneggiatrice Alessandra Cilio. Un legame tra passato e presente, tra archeologia e quotidianità della Sicilia, “terra di idee, sante e regine”, narrata da sette donne siciliane  diverse, per età e origine, che danno voce alle tradizione, folklore e religione dei loro luoghi di provenienza. La Gela raccontata dalla giovane archeologa gelese Angela Catania, costretta ad emigrare fuori dall’Italia, per questioni lavorative, è quella della tradizione ma anche dell’archeologia, con i suopi reperti legati al culto, come gli ex voto, sia all’uso quotidiano  che ne facevano le donne, silenziose, guardiane della loro vita.  Alla Dea Madre, nel cui ventre, scavato nella roccia, si ritorna a morte, i Greci sovrapponevano Demetra, nei cui santuari le donne accorrevano a pregare. Il cui culto è legato a quello della figlia Kore poi divenuta Persefone, moglie costretta a stare nelle tenebre del marito Ade, ma era anche legato al raccolto, al grano, al pane.  Oltre all’archeologa gelese, nel docufilm presenti altre sei  donne con le loro storie, da Letizia Battaglia, fotografa palermitana “che non era credibile con la macchina fotografica, perchè roba da uomini”, all’attrice siciliana Donatella Fincchiaro, e alla vittoriese Arianna Occhipinti, che lavora la terra, attività prettamente maschile. Per Agrigento c’è Simonetta Agnello Hornby, che racconta il suo senso di appartenenza e di familiarità con la Valle dei Templi, fin da quando vi andava a giocare da bambina con le tante donne di casa. E poi la guerra a Troina del ’43 raccontata da Angela Guagliardo, volontaria da sempre nell’assistenza dei bambini ritardati, e Concetta Venezia. Il fil, concorre al premio David di Donatello nella sezione “documentari”, e ha vinto il premio “Archeoblogger” alla XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. La proiezione del film è pronossa da Archeoclub Gela.

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