Trent’anni per Fabio Greco. Era in grado di intendere e di volere, quando uccise la madre

Trent’anni di carcere. È questo che il Procuratore generale Fernando Asaro richiede ai giudici della corte d’assise di Appello di Caltanissetta per Fabio Greco, il quarantenne che nell’agosto 2012 uccise la madre adottiva, Iolanda Di Natale, fino a sfigurarne il volto.

Una richiesta basata sulla recente perizia redatta dal collegio nominato dalla corte di appello su indicazione del legale della parte civile, Flavio Sinatra. Secondo i periti Greco era in grado di intendere e di volere quando uccise la madre. Un’udienza opposta a quella formulata, in udienza preliminare, dal perito nominato dal gup, secondo cui Greco risultava incapace. Questo aveva portato il giudice a decidere sulla sua impunibilità e il suo successivo ricovero, in un ospedale psichiatrico per almeno 15 anni. L’avvocato Giacomo Ventura, legale di Greco, mette in discussione la non corrispondenza tra le due perizie. Per tale ragioni chiede una perizia interdisciplinare che possa essere effettuata da specialisti in diversi campo di studio della mente. La difesa sostiene l’incapacità di Greco. Adesso decisiva sarà l’udienza del 29 ottobre prossimo in cui i giudici saranno chiamati a valutare la richesta proveniente dalla difesa.