Trivellazioni in Sicilia: polemiche nella politica isolana, intanto Crocetta rimane fermo nelle sue posizioni

Le polemiche contro le trivellazioni in Sicilia continuano ad animare la politica isolana. e non solo. C’è tutto un movimento ambientalista che dice no alle trivellazioni, c’è il decreto “Sblocca Italia”  che aumenta i permessi alle perforazioni nel nostro Territorio. e c’è il presidente Crocetta a cui non è proprio andato giù quell’ordine del giorno approvato dall’Ars che lo impegna a revocare le concessioni sulle ricerche di petrolio e gas sul territorio siciliano e lungo le coste isolane che si affacciano sul Mare Mediterraneo. Il tutto in coincidenza con l’accordo con Eni firmato al Mise, lo scorso 6 novembre. «Non sono le trivellazioni che inquinano, ma le raffinazioni, e a Gela la raffineria è attaccata alla città» Ha detto Crocetta. «È l’energia verde è il futuro – continua il presidente – e a Gela, abbiamo impedito all’Eni di andare via e imposto di avere una sede legale in Sicilia per le trivellazioni, altrimenti revochiamo le concessioni. In questo modo, abbiamo creato lavoro anche per i Cantieri navali e per Milazzo». In questa settimana una parte cospicua dei deputati di maggioranza e opposizione potrebbero andare allo scontro finale con il governo Crocetta. Il presidente dell’Ars Ardizzone ha affermato che i 5 miliardi di euro che riceverà la nostra isola da parte di Eni sono poca cosa rispetto alle imposte che cediamo allo stato, per cui è arrivato il momento di modificare lo statuto che regola rapporti con le imprese che operano in Sicilia, da questo punto di vista si potrebbe arrivare ad un braccio di ferro con il governo nazionale. Ardizzone sottolinea che nell’Isola raffiniamo il 40% del petrolio nazionale, sopportiamo il costo del danno ambientale e di salute dei cittadini, ma le imposte vengono pagate dove le imprese hanno la sede legale (quasi totalmente al Nord), a differenza di quanto avviene, per esempio, in altre regioni come il Trentino e la Sardegna. Deve esserci quindi prima l’attuazione dell’articolo 37,  per assicurare alla Siculia le tasse da parte delle società che hanno altrove la sede legale, e solo dopo si potrà parlare di concessioni per le trivellazioni. Ma Crocetta rimane fermo nelle sue posizioni.



 

 

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