Tumori, una super risonanza che brucia le cellule maligne. Al via la sperimentazione in Italia

E se il cancro potesse essere curato con una super risonanza? È questo l’innovativo progetto di ricerca che verrà inaugurato presso l’Istituto Scientifico Romagnolo per la Cura dei Tumori e che consentirà di dare il via a un piano di ricerca unico al mondo per la diagnosi e la cura dei tumori. Si tratta di una risonanza magnetica combinata con un macchinario che emette ultrasuoni al altissima intensità focalizzandoli in un punto così da “bruciare” le cellule maligne con precisione, in modo non invasivo e senza effetti collaterali. Questo strumento, denominato Rm 3Tesla con sistema Hifu (High Intensity Focused Ultrasound, ha una potenza doppia rispetto alla normale risonanza e questo permette di vedere lesioni tumorali di appena un millimetro. Il macchinario in questione, inoltre, permetterebbe di analizzare meglio i tessuti, compresi quelli molli e sarebbe in grado di registrare gli aspetti di funzionamento degli organi. Infine, il sistema Hifu permetterebbe di bruciare il tumore in un’area definita e limitata pianificando e monitorando l’andamento del trattamento in tempo reale. Nei prossimi tre anni verranno portati avanti dei progetti sperimentali per valutare l’accuratezza diagnostica, la sicurezza, la tollerabilità e il rapporto costo-efficacia di questo tipo di indagine nonché la capacità della risonanza di individuare i danni procurati al fegato dai farmaci per la chemioterapia e l’utilizzo degli ultrasuoni nel trattamento delle metastasi ossee e del dolore. La super risonanza entrerà a pieno regime a partire già da aprile e potrà averne accesso chiunque sia in possesso dei requisiti necessari per la sperimentazione.

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