Turco: “Se non sappiamo tutelare i nostri beni archeologici, copriamoli”. Per mancanza di soldi Gela potrebbe seppellire la sua storia

“Se non sappiamo tutelare i nostri beni archeologici, allora sarebbe meglio coprirli”. È stata questa la risposta del direttore del parco archeologico di Gela Ennio Turco, una volta constatate le condizioni in cui versano le aree preziose della nostra città e nello specifico l’emporio del Bosco Littorio, danneggiato dal maltempo del mese di settembre e il tratto ovest delle Mura di Caposoprano.

Un tesoro storico di valore inestimabile che rischia seriamente di deteriorarsi se non si interviene urgentemente alla messa in sicurezza. Ad oggi sono state diverse le richieste di intervento inoltrate alla Regione, ma nessuna di queste finora ha trovato accoglienza perché mancano i fondi. Una situazione che ha del paradossale e che rammarica non poco il direttore Turco che, nonostante l’assenza di garanzie da parte della Regione, ha dovuto comunque commissionare a una ditta degli interventi urgenti sui canali di scolo nella zona degli scavi di Bosco Littorio per ripulirli. Lavori che, al momento del compenso, potrebbero pesare sulle tasche personali di chi ha a cuore la tutela della nostra archeologia. Una brutta storia che potrebbe vedere come drastica soluzione finale quella dell’insabbiamento per proteggere il tesoro storico gelese dal deterioramento dovuto soprattutto alle condizioni climatiche, se non si procede a un’adeguata manutenzione. Fra le modalità di intervento richieste sicuramente la perizia di un esperto che possa valutare le tecniche migliori per far resistere nel tempo i mattoni crudi con cui sono realizzate le strutture nelle aree archeologiche, la sistemazione delle tettoie di protezione nonché la pulizia delle zone dalle erbacce che potrebbero provocare dei danni con le loro radici. Insomma, una triste realtà che di questo passo potrebbe condurre Gela a seppellire secoli e secoli di storia.