“Turi Vaccaro non è solo”. Presidio No Muos al carcere Balate, in cui è stato rinchiuso il pacifista

“Turi non è solo”. È questo che stanno gridando gli attivisti no Muos, in presidio davanti al carcere Balate, dove il pacifista Turi Vaccaro è stato condotto dopo aver rifiutato gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto ieri sera, in attesa di convalida di arresto.Martedì mattina, 2 dicembre, il pacifista si è introdotto dentro la base statunitense NRTF-8 di Niscemi per spegnere la grande antenna di 150 metri che permette le comunicazioni militari statunitensi in una vasta area. “Un’azione clamorosa contro uno strumento di morte e guerra che uccide tanto a Niscemi quanto, e con conseguenze molto più devastanti, nelle aree coinvolte in conflitti bellici. Le devastanti emissioni, ben documentate anche dal recente studio del professor Marinelli del Cnr di Bologna, bombardano, infatti, la popolazione niscemese da 23 anni, provocando tumori e altre patologie. L’enorme antenna inoltre permetteva le comunicazioni statunitensi con le truppe navali schierate nei vari scenari di guerra in corso” hanno detto gli attivisti. . Turi aveva esibito nel corso dello “sciopero sociale” uno striscione che ben sintetizzava il suo pensiero:” spade in aratri”.  Una frase tratta dal profeta Isaia, una frase che invita alla riconversione degli strumenti di morte. E martedì Turi ha deciso di portare con sé lo striscione dentro la base. Al suo ingresso Turi ha piantato viti e fichi, piante che secondo il profeta Michea simboleggiano la pace. Inoltre il pacifista aveva portato con sé quaranta palline di argilla, seminate in giro per la base militare. Infine si è diretto verso la grande antenna per appendere i disegni della nipote e per esibire lo striscione. Il pacifista dopo essersi introdotto nella stanza di controllo del traliccio, ha colpito ripetutamente i quadri di comando, spegnendo le comunicazioni. “Un’azione annunciata e clamorosa ma non solitaria. L’azione di Turi è un’azione condivisa, oltre che condivisibile. E chi gli ha dato una mano nel pensarla, costruirla ed eseguirla, l’ha sentita propria. Per la prima volta da 23 anni Niscemi, anche solo per qualche giorno, non sarà bombardata dalle potenti emissioni elettromagnetiche e siamo certi che il mondo sarà un posto migliore” hanno sottolineato gli attivisti.