“Tutta la città si unisca alla protesta”, ancora blocchi su Gela-Licata e Gela-Catania e arriva la solidarietà dei commercianti

I commercianti e gli artigiani di Gela si uniscono alla protesta dei lavoratori che da ieri bloccano gli accessi della città da est e da ovest.

Continua la mobilitazione sulla Gela-Licata e sulla Gela-Catania e continua per far arrivare la propria voce al premier Renzi, pretendendo fatti e risposte. Una situazione che è balzata già alle cronache nazionali, con le emittenti televisive mediaset e rai che ne hanno parlato nei propri notiziari. “Il Governo nazionale è chiamato a renderci conto”, hanno detto i segretari Ignazio Giudice (CGIL), Emanuele Gallo (CISL) e Maurizio Castania (UIL). Una protesta che chiede aiuto adesso alla città, affinché sia solidale nei confronti dei lavoratori della raffineria che hanno perso il lavoro e scenda a protestare insieme a loro. “Questa non è la vertenza di un singolo settore – hanno continuato i rappresentanti sindacali – ma è la vertenza di una città che non vuole morire. Più forte sarà il grido, più immediata dovrà essere la risposta. Chiediamo esplicitamente all’intera comunità gelese di unirsi a noi: disoccupati, inoccupati, lavoratori di tutte le categorie, ordini professionali, commercianti, semplici cittadini”. Intanto, è giunta la solidarietà e la protesta da parte di tutte le categorie di commercianti che, a partire dai propri social network, hanno esposto i cartelli con la scritta “Vendesi attività commerciale” e l’hashtag vertenzagela. Solidarietà anche dalla onlus Archeoclub, diretta da Nuccio Mulè, che ha diffuso il manifesto del 17 giugno del 1960, con l’allora sindaco Vitali, con cui si comunicava alla cittadinanza la posa della prima pietra per la realizzazione dello stabilimento. “Ogni commento è superfluo – si leggeva – non è il caso di sottolineare l’importanza che l’avvenimento riveste per l’avvenire di questa città”. Un avvenire che, cinquantasei anni dopo, rischia di perdersi.