Uccise e sotterrò la moglie ventiduenne. Arriva l’ergastolo per il gelese Vincenzo Scudera, dopo 29 anni dall’omicidio

È stato appena condannato all’ergastolo il gelese Vincenzo Scudera, classe 1958, ritenuto responsabile di omicidio premeditato ed aggravato, per  aver ucciso e sotterrato nell’aprile del 1987 sua moglie  Rosaria Palmieri, all’epoca ventiduenne. La sentenza è arrivata poco fa, durante la pubblica udienza, presso la corte di appello di Caltanissetta. Quando Rosaria Palmeri scomparve improvvisamente, lasciando un bambino di appena 6 anni, il marito non presentò nessuna denuncia. Peraltro, ai parenti che gli chiedevano notizie, rispondeva che la  moglie era fuggita con un altro uomo, mai identificato. 
Pochi giorni dopo la scomparsa della moglie, Scudera  Vincenzo andò però a convivere con la giovane cugina della donna che nel febbraio del 1988 lo rese nuovamente padre. Il giallo è stato risolto nel luglio del 2014, che ha portato l’uomo ad essere arrestato dai 
 Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. La vittima sarebbe stata uccisa dopo essersi avvicinata alla verità che sospettava: il marito intratteneva una relazione extraconiugale con una sua cugina.
La riapertura delle indagini è stata  richiesta dal figlio della coppia Liborio, oggi 35enne, che ha sempre creduto a quanto gli ha raccontato il padre e cioè che la madre l’avesse abbandonato quando aveva sei anni, scappando via di casa per un altro uomo. 

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