Uiltec chiede progetti e investimenti per Gela che deve rimanere città industriale

Mantere la vocazione industriale a Gela e rispettare le scadenze e gli impegni presi. Questo quanto affermato dal segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, durante l’incontro di monitoraggio del Protocollo d’intesa di riconversione green della Raffineria di Gela.

Il segretario chiede investimenti certi e progetti per il territorio. Tante le riunioni che si sono succedute da quel 6 novembre del 2014, quando Regione, Ministero, Eni e Comune hanno sottoscritto il protocollo che ha messo lo stop alla raffinazione del petrolio. Ieri l’incontro si è svolto al ministero dello Sviluppo economico insieme con il rappresentante del ministero dell’Ambiente, la Regione siciliana, il comune di Gela, l’Eni e le organizzazioni sindacali.

Dalla firma del protocollo solo piccoli cantieri sono stati avviati, anche se Eni ha sempre affermato di aver svolto tutto le bonifiche dei siti dismessi stabilite dal Ministero dell’ambiente. Il risultato a cui finora la città sta assistendo è quello della disoccupazione dei tanti operai di quell’indotto che non esiste più.

“Non possiamo non prendere atto dei passi avanti che si stanno facendo, ma siamo tenuti a tutelare i lavoratori chiedendo all’Eni uno sforzo in più in termini di tempistica e scadenza, onde evitare che l’intera zona nel frattempo muoia”. Ha detto Paolo Frani, secondo quanto riportato da Gds

Un altro incontro si terrà entro il mese di maggio per ridefinire il crono-programma e rispettare i tempi di attuazione e accelerare gli iter autorizzativi.

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