Un aiuto dalla cannabis contro la Sla

 

L’uso della cannabis a scopi terapeutici è noto da tempo, oggi, però, gli studiosi hanno aperto un nuovo fronte di ricerca e approfondimento: l’uso di un so derivato per contrastare la Sla, sclerosi laterale amiotrofica.

 

Lo studio del San Raffaele di Milano

 

Tra gli studi più recenti c’è quello condotto da Giancarlo Comi dell’Istituto di ricovero e cura e carattere scientifico (Irccs) Ospedale San Raffaele di Milano.

 

La sperimentazione, condotta su circa 60 pazienti con Sla, ha dimostrato che somministrando un derivato della cannabis ai soggetti selezionati era possibile osservare una riduzione dei dolori muscolari e un miglioramento della spasticità del movimento e della qualità del sonno.

 

La Sla in Italia, ecco i numeri della malattia

 

La Sla, in Italia, colpisce circa 72mila persone. Si tratta di una malattia neurologica autoimmune, le cui cause sono ancora oggetto di studio.

 

Di certo c’è la predisposizione genetica che non sembra essere, però, il fattore determinante. La malattia, infatti, sarebbe innescata daun’infezione virale, o fattori esterni di altro tipo.

 

Questa patologia colpisce soprattutto le donne, il rapporto uomo/donna – che tra l’altro risulta in crescita – è di circa 2,5 a 1.

 

Ecco come si manifesta la malattia

 

Isintomi della Sla, sono difficili da identificare in una prima fase. Si tratta di una patologia subdola, che compare in silenzio. Qui di seguito alcuni dei sintomi principali che segnalano la comparsa della patologia: brevi contrazioni muscolari (mioclonie), crampi, rigidità o debolezza muscolare che influiscono sul funzionamento dell’arto colpito; dimagrimento muscolare o atrofia; voce in distinta o tono nasale; prime difficoltà nella pronuncia delle parole, in particolare quelle che contengono la lettera “R”.

 

Nel75 per centodei casi la malattia colpisce inizialmente un solo arto: un braccio o una gamba. A mano a mano che la patologia progredisce si registra un aumento dei muscoli che sono compromessi, come quelli che interessano la deglutizione o la respirazione.

 

La cannabis a uso terapeutico

 

In diversi paesi del mondo la cannabis è da tempo utilizzata per scopi terapeutici, in dosi controllate o attraverso il ricorso ad alcune componenti utili per lenire il dolore di alcune gravi malattie. È dal neolitico che questa pianta viene utilizzata con scopi curativi ma ha conosciuto un vero e proprio boom di attenzione nel corso degli anni ’80.

 

È il periodo del proibizionismo e in questo contesto storico lo psichiatra di Harvard Lester Grinpsoon iniziò a chiedere di portare avanti studi scientifici aggiornati sugli effetti benefici della cannabis su una serie di patologie. È solo nel 2001, però, che si arriva a una sintesi degli studi secondo la quale la cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico. Un contributo importante, secondo i ricercatori, lo offrirebbe soprattutto per lenire i sintomi della sclerosi multipla, in particolare spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno.

 

 Questa patologia è sempre stata al centro degli studi sugli effetti della cannabis, tanto che studi più recenti (del 2010 pubblicati sull’American Journal of Hospice and Palliative Medicine) hanno evidenziato una capacità curativa della pianta, oltre che palliativa. La ricerca, infatti, evidenzia che “Nonostante la nostra comprensione dei meccanismi molecolari della sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sia migliorata non esistono ancora terapie davvero efficaci. In questa malattia si verificano simultaneamente diversi processi fisiologici anormali che richiedono una terapia basata su una molteplicità di farmaci. Incredibilmente la cannabis sembra agire in tutte queste aree.

 

 Questa sostanza ha infatti potenti effetti antiossidanti, anti-infiammatori e neuroprotettivi. Somministrata a topi con Sla, ha provocato un allungamento della vita delle cellule neurali, ha posticipato l’emergere dei sintomi e ha rallentato la degenerazione della malattia”. “Basandosi sull’evidenza scientifica fin qui raccolta – concludono i ricercatori – è ragionevole pensare che la cannabis possa rallentare in modo significativo il progredire della Sla, potenzialmente allungare l’aspettativa di vita dei pazienti e ridurre significativamente i sintomi della malattia”.

 

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