Un anno dall’accordo con Eni: risultati? La disperazione. Greco: tutti i firmatari corrano ai ripari

Un anno dall’Accordo, e i risultati sono solo sotto gli occhi di tutti: centinaia di famiglie nella disperazione con una ripercussione su un’intera comunità. Dove sono finite tutte le promesse di un nuovo sviluppo?  Tutte le fantastiche ed esotiche iniziative? Questo si chiedono gli operi dell’indotto che hanno perso il lavoro, questo si chiedono i dipendenti Eni che sono stati trasferiti. Questo si chiede la città che sta andando sempre più indietro dal punto di vista economico. Ieri la città è stata invasa da necrologi diffusi da Un’Altra Gela il cui leader è l’avvocato Lucio Greco. “Tutti gli appelli lanciati da politicanti di professione e da pittoreschi personaggi vicini all’Eni, si sono rivelate per quelle che sono: un sogno che noon sappiamo, se mai si realizzerà”.  Ha detto Greco che sottolinea come tutti i firmatari dell’accordo debbano predere atto di questa esperienza e correre ai ripari, partendo dal presupposto che l’Eni ha come finalità solo logiche utilitaristiche.
“La difesa del territorio e dei cittadini non rientra nei compiti dell’Azienda; rientra però, nei compiti delle parti sociali e della politica. Tocca a quest’ultimi, pertanto, correre ai ripari e costringere l’Eni a rispettare un territorio ed una comunità che ha pagato un caro e pesante prezzo in termini ambientali e sociali”. 
Il leader di Un’Altra Gela, mette in evidenza come sia  fuori luogo e in contraddizione l’atteggiamento attendista del Movimento Cinque Stelle, “da cui mi aspetto una posizione più chiara e decisa, anche perché al PD, impegnato in questo momento a risolvere questioni interne, per ora non chiedo nulla”.
“Qualcuno – continua Greco – deve difendere gli interessi di una città intera, visto che sinanche il Presidente della regione Crocetta ha gettato la spugna perché dedicato unicamente a cambiare giunta, sostituire giornalmente assessori e tentare di rilanciare un Megafono ormai morto e sepolto”.