Un convegno per ripercorrere i dieci anni dell’ass. Antiracket Giordano

Si è tenuta questa mattina, presso la sede dell’Associazione Antiracket “Gaetano Giordano” di Gela, la conferenza stampa di presentazione del convegno “La stagione del coraggio 2005-2015”, che si terrà giovedì 16 luglio, alle ore 17.00, nei locali di Villa Peretti, alla presenza del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, per celebrare i dieci anni di attività dell’associazione nel territorio locale.

Dieci anni di intensa lotta al fenomeno dell’usura e delle estorsioni, perpetrate dalla criminalità organizzata nei confronti di imprenditori e commercianti,  in cui non sono mancati momenti difficili e tensioni, superati grazie alla volontà instancabile di cambiare rotta e dare un volto nuovo ad una città a lungo vessata e macchiata di sangue. La nascita dell’Associazione, fortemente voluta da Renzo Caponetti e dedicata alla memoria del commerciante ucciso nel 1992 dalla mafia per essersi ribellato al pizzo, venne accolta con fiducia e speranza dalla città. Fu questo il primo grido pronto a rompere anni di soprusi e sopportazione, l’inizio dell’indebolirsi del sistema mafioso, costruito sulla mentalità omertosa e sul silenzio delle vittime, che vedeva adesso minacciato il proprio dominio sul territorio. Nei primi mesi di attività, l’associazione Giordano contava dieci associati. Pesava, ancora, sui primi dati il timore diffuso di una ritorsione maggiore ai danni delle proprie attività. A scuotere in maniera decisiva le coscienze furono le Operazioni Nibbio, Civetta e Biancone, condotte dalle Forze di Polizia locali e che in quegli anni portarono all’arresto di numerosi  esponenti dei clan riconducibili alla Stidda e a Cosa nostra.

Oggi sono 173 gli associati all’Antiracket, 115 dei quali già inseriti nella Guida al consumo critico “Addio Pizzo”, pubblicata nel mese di gennaio scorso. Tantissimi operatori economici, accompagnati alla denuncia, che hanno permesso centinaia e centinaia di arresti, facendo nascere il “modello Gela”. Negli ultimi anni, da quanto emerge dalle statistiche, è notevolmente diminuito il numero delle estorsioni, ma la guerra non è ancora vinta. Tanto è stato fatto, ma ancora molto c’è da fare per una città che cerca con forza il suo riscatto e che vuole scrollarsi di dosso l’immagine consolidatasi durante gli anni Novanta, gli anni neri delle pallottole vaganti, del terrore sussurrato tra le mura domestiche, dei baby killer assoldati dalle cosche mafiose come braccia armate per i delitti più efferati, delle tante, troppe vittime innocenti, delle pagine di cronaca che ogni giorno raccontavano di una Gela di morte e di sangue.

<<A dieci anni dalla nascita della nostra associazione – ha affermato il presidente Renzo Caponetti – abbiamo voluto organizzare un’iniziativa per ripercorrere, insieme alla città, le tappe che hanno segnato il cammino di Gela verso l’affermarsi di un’importante cultura della legalità e dell’impegno civile. Oggi, chi viene a Gela trova una città diversa rispetto al passato, ma non dobbiamo dimenticare la storia e l’impegno portato avanti con tenacia per raggiungere questi risultati. Il territorio siciliano non si può ancora ritenere libero dalla mentalità omertosa, ma la maggior parte dei commercianti e degli imprenditori non è più disposta ad accettare con sottomissione le imposizioni mafiose. Non appena avvertono un sentore di qualche avvicinamento, ci avvisano immediatamente, affinché ci attiviamo. Lo scopo fondamentale della nostra associazione è proprio quello di affiancare gli operatori economici in tutte le fasi della denuncia e anche successivamente. Il nostro slogan è Mai più soli, per evidenziare che tutti quelli che denunciano non saranno mai lasciati soli, perché è proprio dall’unione che nasce la forza. Desidero ringraziare – ha aggiunto Caponetti – tutte le Forze dell’Ordine, che lavorano quotidianamente in sinergia con la nostra squadra, e i giornalisti, che ci affiancano nel sensibilizzare i cittadini alla cultura della responsabilità civile e della legalità>>.

Il convegno di giovedì prossimo vedrà anche la presenza di Tano Grasso, presidente onorario FAI, di Pippo Scandurra, presidente nazionale FAI, di Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale Confindustria, del procuratore della Repubblica di Gela Lucia Lotti, di Maria Teresa Cucinotta, prefetto di Caltanissetta e del prefetto Santi Giuffrè, commissario straordinario Antiracket. I lavori si apriranno con i saluti del sindaco Domenico Messinese e del vescovo della Diocesi di Piazza Armerina Monsignor Rosario Gisana.