Un infermiere nisseno su tre ha partecipato allo sciopero di stamani

Altissima la partecipazione degli infermieri nisseni allo sciopero che si è tenuto oggi. Un infermiere su tre ha incrociato le braccia. In Sicilia è stata in media del 20 per cento l’adesione allo sciopero nazionale degli infermieri.  Decine di interventi rinviati, prestazioni mediche saltate e aziende sanitarie costrette a precettare in massa gli infermieri obbligandoli a lavorare.

Lo ha comunicato il Nursind Sicilia, il sindacato delle professioni infermieristiche, che ha stimanto i primi dati arrivati in mattinata sulla partecipazione mette in evidenza il grande impatto che ha avuto nell’Isola lo sciopero.

Oltre mille i lavoratori di tutte le province che si sono recati a Roma per manifestare, mentre in mattinata è ancora in corso, ormai a oltranza, la trattativa all’Aran per il rinnovo del contratto.

La bozza è stata ritenuta peggiorativa delle condizioni di lavoro, non solo dal punto di vista economico, dopo il blocco per 9 anni dei contratti, ma anche sotto il profilo professionale, con deroghe agli orari di lavoro e meno vincoli sull’obbligo delle pause tra un turno all’altro.

Lo sciopero ha causato molti disagi in Sicilia, non certo per colpa di chi ha manifestato esercitando un proprio diritto. Il Nursind spiega che probabilmente le aziende si sono rivelate impreparate nel fronteggiare una vera astensione dal lavoro, considerato che nel passato spesso la manifestazioni sono state revocate alla vigilia. Il sindacato stima che nell’Isola sono saltate circa 2.000 prestazioni. Diverse sale operatorie sono rimaste bloccate.

A Catania – spiega il segretario territoriale Salvo Vaccaro – un po’ tutti gli ospedali hanno avuto problemi e sono dovute intervenire le direzioni aziendali per cercare di arginare lo sciopero e cercare di garantire i contingenti minimi”.

Tensione al S. Elia di Caltanissetta dove il Nursind si è opposto a un intervento chirurgico perché l’organico era carente e non c’era alcuna urgenza, contrariamente da quanto sostenuto dai medici. La situazione alla fine si è risolta grazie anche al direttore di presidio Raffaele Elia. Nel Nisseno alcuni sit-in si sono svolti a Gela, Caltanissetta e Mussomeli.