Dal “Salone del Libro” di Torino, la nostra inviata :”Un tempo senza padri?”

Seconda giornata del Salone Internazionale del Libro.  Luigi Zoja, dialoga con Umberto Galimberti in occasione della nuova edizione de   “Il gesto di Ettore”.   untempointerno

  Un libro che è stato scritto per metà nel 2000 e per metà nel 2015; in un primo momento si trattava di un excursus storico sulla figura del padre nell’evoluzione della società a cui sono state in seguito aggiunte alcune pagine dedicate al ruolo del padre oggi.

Un’opera di grande successo, tradotta in una dozzina di lingue, molto discussa, che ha spianato la strada a tanti volumi dedicati all’argomento successivamente. Il padre appare oggi assente sia a livello simbolico, con lo sgretolamento del concetto stesso di patria, che a livello fisico, con la scomparsa della figura portante che fungeva da “contenitore” nella crescita dei figli. L’affermazione paterna risale alla notte dei tempi. il libro si apre difatti con delle pagine dedicate alla preistoria dove era affermata la superiorità del padre rispetto alla madre. 

Questo è lo sfondo archetipico tradizionale per cui la coppia genitrice – genitore, che sarebbe paritetica, smette di esserlo a livello culturale nel momento in cui diventa padre-madre, trasformandosi in gerarchica. Il padre è colui che detta la legge, colui che da il nome, colui che da la forma.

Lo stesso Aristotele descriveva come la donna offra la materia e il maschio la forma. La materia è di per sé informe e, se assume forma, questa si deve alla dimensione maschile. Concetto tra l’altro per nulla smentito dalla tradizione cristiana in cui Maria offre la materia ma il figlio somiglia al Padre. Questa tradizione ha determinato una legittimazione di una configurazione parentale che è il patriarcato, ovvero un’organizzazione familiare che fa fulcro sulla figura paterna. Il padre dovrebbe quindi fornire la forma ai figli informi se non fosse che negli ultimi 40-50 anni l’occidente ha subito una profondissima trasformazione antropologica determinata dalla confluenza di due fattori, il ’68 con il suo “Vietato vietare” e una confluenza di destra di matrice americana secondo cui finché si è efficienti e produttivi nulla è precluso.

Siamo passati, dunque, dalla società – disciplina, dove si distinguevano con abbastanza chiarezza il bene e il male e una società dell’efficienza,nella quale i valori portanti non sono più etici e morali ma volti alla produttività e alla prestazione con un inevitabile spostamento dell’identità stessa: nessuno è più ciò che è ma il ruolo che svolge. L’identità è affidata essenzialmente alla carriera ed è proprio questo il fulcro di questa spinta centripeta che allontana i padri sempre più dal loro ruolo familiare.

Luigi Zoja per primo in Italia ha riportato all’attenzione pubblica la figura del padre. La nuova, edizione de “Il gesto di Ettore” tiene conto del dibattito degli ultimi anni e riflette soprattutto sull’identità maschile nel sistema sociale odierno, costellato di assenze.

Il padre: un’identità evaporata.

                                         

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