Un video contro la violenza, i cittadini ci mettono la faccia: “Io sono Gela!”

Gela ci mette la faccia. Dopo l’episodio di violenza che sabato sera, in occasione della festa di San Martino, ha visto un giovane artista diventare vittima di aggressione ingiustificata, in tanti hanno reagito manifestando il proprio dissenso e condannando il vile gesto.

Denunciato subito quanto accaduto pubblicamente, le foto del ragazzo aggredito hanno fatto in poco tempo il giro del web e dei giornali, sollevando l’indignazione dei cittadini nei confronti di chi lo ha colpito, esiliato metaforicamente dalla Gela buona che vorrebbe distinguersi per altro e non per la cronaca.

“Io sono Gela! Io amo Gela!”, due semplici frasi pronunciate in un video da giovani, bambini, adulti, che suonano come una rivalsa, un riscatto contro chi, ancora oggi, si ostina ad atteggiarsi da padrone in una comunità che vorrebbe vivere di rispetto reciproco. Un pugno sferrato dopo un sintetico scambio di battute. Stando a quanto riferito da chi ha vissuto da vicino l’accaduto, l’aggressore avrebbe commentato, provocatoriamente, i capelli della vittima, che avrebbe risposto all’offesa. Da lì la violenza. Un cazzotto spontaneo, come se passare alla forza e alle mani siano diventati ormai normalità per alcuni. Il tutto in pieno centro storico, sulla strada che avrebbe portato il giovane malcapitato a esibirsi per la propria città.

“Era un membro del cast – scrive l’insegnante di danza Claudia Abbate, in prima linea sin da subito in questa triste vicenda – poteva essere uno sconosciuto, poteva essere mio figlio. Io non punto il dito, io stringo mani! Io sono Gela, la Gela pulita! La Gela sana che fa e produce, che educa e forma attraverso l’arte. Diamoci da fare, iniziamo da noi, ognuno con i propri mezzi, perché Noi Siamo Gela!”.

Il video sta circolando sui social network e ha già ricevuto diverse condivisioni e approvazioni. Che possa essere da esempio e da monito per dire ‘basta’ alla violenza e al sentirsi insicuri nelle proprie vie, nella propria città. Un appello alla parte buona di Gela, affinché venga fuori e ci metta la faccia, l’impegno e la volontà. Un appello a chi di dovere e competenza, affinché ci si adoperi per contrastare con tutti i mezzi la violenza. Gela non è chi sferra un pugno, Gela è chi si ribella pacificamente e dice ‘no!’.