Una anno dalla morte di Giovanni Cosca, giovane militare gelese colpito da una oscura malattia

Una messa in ricordo del caporal maggiore Giovanni Cosca, giovane gelese deceduto il 30 gennaio dello scorso anno a causa di una oscura malattia, dopo 7 anni di viaggi della speranza tra caserme, cliniche e ospedali.

Un lungo calvario per il ventottenne, la cui morte non ha ancora una causa precisa, ma che, secondo la famiglia, potrebbe essere dovuta ad una sostanza irritante che il soldato, arruolato nel 2010, ha segnalato di avere inalato, nell’aprile del 2011 a Firenze, durante i lavori di rimozione di materiale vario immagazzinato in caserma. Immediate erano state le reazioni fisiche, alla pelle agli occhi ai muscoli, compreso dispnea.

 Da lì sono iniziati le visite e i ricoveri. Una  sola diagnosi formulata dall’Istituto nazionale di ricerca neurologica Mondino di Pavia: vasculite del sistema nervoso centrale, ma senza una indicazione di causa.

Il giovane, che aveva trascorso in Romagna gran parte della sua carriera militare,  durante un ricovero all’istituto neurologico “Carlo Besta” di Milano nell’aprile del 2016, ebbe un arresto respiratorio. Cosca perse le capacità di deambulare, di respirare e di deglutire. Venne sottoposto a tracheotomia, Peg e a una terapia che in Sicilia nessun ospedale era in grado di garantire.

Da lì ancora altri ricoveri  al centro di riabilitazione di Como  e ancora al “Besta”. Un via vai di ospedali tutte a spese  sostenute dalla famiglia. Le condizioni di Cosca, che nel frattempo non percepiva più lo stipendio, si sono progressivamente aggravate fino a rendere necessario, il 17 dicembre scorso il ricovero in Rianimazione nell’ospedale di Gela, dove è morto il 30 gennaio. La famiglia ha citato in giudizio l’esercito che non ha mai riconosciuto la causa di servizio della malattia di Giovanni.

Il militare verrà ricordato stasera durante la messa delle 18:00 che si terrà nella Chiesa San Domanico Savio