Una ciotola d’acqua davanti i negozi per i 4 zampe. La proposta di un’animalista gelese

Pozionare una ciotola con acqua davanti le proprie attività, per dissetare  nostri i  amici a 4 zampe in giro per la città, in modo da evitare che diventino aggressivi per la troppa sete. Questa è la proposta dell’animalista Maria Pia Paruzzo, volontaria per l’associazione “Il mondo di Pluto”. 
Un segnale di civiltà in questi giorni di calura rovente, così come già avviene in molte città del nord Italia, da dove arriva anche la maggior parte delle richieste di adozione di cani. 
Maria Pia Paruzzo è una delle volontarie della città di Gela, che ha deciso di dedicare la sua vita alla cura e alla ricerca di famiglie per i cani abbandonati.
“In questo periodo – afferma l’animalista – assistiamo ad un aumento di cani abbandonati, a volte intere cucciolate, ma anche cani che erano stati adottati e poi lasciati andare perchè troppo impegnativi”.
 Oltre all’aumento dei cani randagi, si assiste anche ad un incremento di cani morti, sia per fame e sete, che per violenza.
“Di recente è stato ritrovato un pitbul morto con una corda legata alle zampa, segno che qualcuno lo aveva trascinato di non so quanti chilometri, perchè il povero animale aveva ferite dappertutto”.
Si tratta del cane avvistato in zona industriale e poi portato davanti al tribunale. 
“Il cane morto ritrovato davanti al tribunale, è proprio lo stesso che io ho avvistato nella zona industriale, non capisco perchè qualcuno abbia deciso di spostarlo”. 
Continuano le campagne di adozione portate avanti dall’associazione, che si autofinanzia e che mette a disposizione dei cani, trovati per la strada,  i propri stalli.
“Siamo completamente lasciati soli, nessun aiuto da parte dell’amministrazione. Tutto viene dai nostri sacrifici fisici e economici. Ognuno di noi volontario ha a disposizione degli spazi in cui ospitare i pelosi, di cui ci prendiamo cura fino a quando non troviamo una famiglia per loro”. Ha detto la Paruzzo. 
E dall’inizio dell’anno sono stati fatti adottare circa 70 cani. La maggior parte è partito per il nord Italia, Svizzera e Germania.
“Noi rimaniamo in contatto con le famiglie adottive, che ci mandano puntualmente notizie e foto dei cani e gatti che abbiamo affidato a loro”.  Ha aggiunto l’animalista. 
A parte i cani per cui si porta avanti la campagna di adozione via social network, vi sono i cani che lasciati liberi nel territorio. Cani mansueti a cui garantire la libertà che in un canile non può essere data. 
“Vi sono gruppi di cani a Femmina morta, nei pressi di Aias, nella foce di Manfria e nella zona industriale. Vivono lì , sono ben integrati con il territorio e con le persone. Ogni giorno noi pensiamo a loro, portando il cibo necessario e le cure”.
Un grande sacrificio, dovuto anche  al  grande amore nei confronti di questi esserini che non hanno nessuna colpa se l’uomo ha deciso di abbandonarli. Intanto ciò mette in evidenza come la città abbia bisogno di un canile comunale, un rifugio sanitario in cui effettuare le sterilizzazioni. Solo così potrà essere combattuto il fenomeno del randagismo. 
Un cane, ricordiamolo, diventa aggressivo se abituato dall’uomo alla violenza, o se lasciato alla fame e alla sete. Intanto invitiamo tutti gli esercenti ad  accogliere l’invito della nostra volontaria. Mettiamo dell’acqua a disposizione per i nostri “amici”. 
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