“Una città troppo sporca”, Gela vista dagli occhi di chi torna per l’estate

Una città sporca, avvolta dai cattivi odori, immersa nelle erbacce alte e secche.

Si presenta così Gela agli occhi di chi viene qui per trascorrere qualche settimana di ferie. Proprio l’altra sera ho avuto il piacere di fermarmi a chiacchierare con un mio vicino di casa, gelese d’origine, ma da anni in Germania per lavoro con la famiglia.

“Io amo questa città – mi ha detto – ma quest’anno è troppo sporca, c’è puzza un po’ ovunque ed è un vero peccato, mi dispiace vederla così”. Un territorio martoriato, le cui condizioni spezzano il cuore di chi lo ama. Un’opinione, purtroppo, condivisa anche da altri gelesi che vivono ormai lontano dalla Sicilia. “Non avevo mai visto la città in queste condizioni”.

E basta fare un giro per notare la quasi totale assenza di spazi verdi ben curati, strade rattoppate e scoscese, immondizia e cartacce ovunque, nessun quartiere si salva.

Colpa sicuramente di quei cittadini che non rispettano le regole e non si sentono in dovere di conferire i rifiuti correttamente né di ripulire dopo aver mangiato su una panchina, ma anche sicuramente responsabilità di chi dovrebbe vigilare sulla buona condotta degli abitanti, sanzionare e imporre il rispetto severo delle regole. Qui, piuttosto, si ha talvolta l’impressione che chiunque possa sentirsi libero di fare ciò che vuole, quando vuole e come vuole.

“Lo sa – ha continuato l’altra sera il mio vicino di casa, che ogni mattina si premura di annaffiare le piante e di ripulire il marciapiede della palazzina, come farebbe un qualsiasi cittadino innamorato del posto in cui vive – io mi arrabbio quando, dicendo che sono gelese, mi guardano con pregiudizio. Quanti siamo? Settantamila, ottantamila? Non siamo tutti uguali, dovreste ribellarvi per questa immagine che esce di voi e di noi”.