Una lettera per “Uccidere l’indifferenza”. I lavoratori della ex Remosa si rivolgono alle istituzioni

Ex lavoratori Remosa, sempre più preoccupati per il loro futuro. Da quando nel 2013  hanno subito il licenziamento da parte dell’azienda sarda che operava nell’indotto Eni, sono stati inseriti nella lista di mobilità ma non hanno mai più lavorato, e adesso sono anche loro in scadenza di ammortizzatori sociali. L’azienda che ha lasciato Gela da due anni, per cui i quattro operai sono rimasti soli, senza che qualcuno li abbia mai rappresentato. Oggi hanno deciso di scrivere una U lettera aperta rivolta al governatore Crocetta, al presidente del consiglio AScia e ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. 
«Siamo i lavoratori ex Remosa,  un’azienda Sarda che operava fino al 2013 all’interno della Raffineria di Gela. Da tre anni siamo senza lavoro e una mobilità in scadenza.
La nostra storia è come tante ,ma non uguale. Facciamo parte del bacino e della famosissima “lista di disponibilità” ma in questi anni, stranamente, ci è stata negata  la possibilità di poter lavorare nelle società dell’indotto.
Abbiamo lavorato qualche mese fuori Gela,  con  impieghi che abbiamo cercato direttamente noi, con le nostre sole forze, senza l’appoggio né dei sindaci né di alcun altro ente o organizzazione a ciò preposta. A farla breve ci siamo dovuti arrangiare come meglio abbiamo potuto per non far morire la speranza. 
Ma oggi la nostra situazione è più grave di altre  poichè abbiamo una mobilità in scadenza a Dicembre.
Subire un licenziamento oggi  significa coinvolgere le nostre famiglie nella rispettiva personale situazione di estremo disagio,  e stravolgere ogni rapporto familiare in essere. 
Uomini senza lavoro si trasformano in persone che hanno poca fiducia nella politica,nei sindacati,nel futuro e sono privati  della propria dignità umana e sociale , ai margini di un substrato lavorativo già penalizzato dalla situazione ambientale e  territoriale .Una tragedia in un solo atto !!.
“Scusate lo sfogo e scusate se è poco”
Lo scopo della lettera che state leggendo é far capire come vivono la situazione i lavoratori ex Remosa.
Fino ad oggi le  Istituzioni si sono rese volutamente miopi di fronte ad una tragedia sociale: e allora “UCCIDIAMO L’INDIFFERENZA” questo è il nostro grido .,non abbiamo voglia di nasconderci dietro a nessuno.
Chiediamo il prolungamento degli ammortizzatori sociali con la speranza di riprendere prima possibile l’attività lavorativa
Chiudere gli occhi di fronte alla gravità di questa situazione non fa altro che perpetrare il mal costume , purtroppo ampiamente diffuso in Sicilia e a Gela in particolare, di negare l’evidenza oggettiva di una tragedia che si consuma quotidianamente; noi a dicembre finiremo la mobilità e poi? ……
Vorremmo che foste voi , per una volta, a prendervi la responsabilità di completare l’inciso»
 

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