Una Via Crucis a Montelungo, domani dalle 15:30

Un Via Crucis a Montelungo avrà luogo a Gela domani (lunedì) 14 settembre, festa dell’Esaltazione della croce, a cura della Parrocchia San Giovanni Evangelista, diretta da don Alessandro Crapanzano. Alle ore 15,30 i fedeli della città partiranno dalla parrocchia verso la collina di Montelungo dove da qualche anno è sorta la Grande Croce del Giubileo.

La via Crucis, animata dal Gruppo di preghiera Santa Teresa di Gesù Bambino vede il coinvolgimento di centinaia di fedeli che vogliono percorrere le quattordici stazioni della passione di Cristo carico della nostra croce.

 “Il mistero pasquale di Cristo, – dice Emanuele Zuppardo – prima di essere un mistero, è una realtà della storia che rende Gesù Cristo e con Lui la comunità dei credenti partecipe delle angosce e dei drammi degli uomini di ogni tempo. Esaltando la croce i cristiani esaltano l’amore di Dio che ha dato se stesso per noi, che per mezzo del suo Figlio ci ha amato fini alla fine, fino a dare la sua vita.

Parlando di croce ci vengono in mente i tanti crocifissi di oggi. Dai cristiani perseguitati in diverse parti del mondo per la loro fedeltà a Cristo, ai poveri, ai sofferenti, a chi è solo e dimenticato. Senza dimenticare il dramma dei profughi e dei migranti. Come cristiani non possiamo restare indifferenti, non possiamo non manifestare l’amore di Dio attraverso le nostre scelte concrete di accoglienza e solidarietà. Il Vangelo ci chiama ad essere “prossimi” dei più piccoli e di coloro che ci tendono la mano. Per questo la croce che esaltiamo rappresenta l’amore di Dio che noi siamo chiamati a donare agli altri”.

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La via Crucis, animata dal Gruppo di preghiera Santa Teresa di Gesù Bambino vede il coinvolgimento di centinaia di fedeli che vogliono percorrere le quattordici stazioni della passione di Cristo carico della nostra croce.

 “Il mistero pasquale di Cristo, – dice Emanuele Zuppardo – prima di essere un mistero, è una realtà della storia che rende Gesù Cristo e con Lui la comunità dei credenti partecipe delle angosce e dei drammi degli uomini di ogni tempo. Esaltando la croce i cristiani esaltano l’amore di Dio che ha dato se stesso per noi, che per mezzo del suo Figlio ci ha amato fini alla fine, fino a dare la sua vita.

Parlando di croce ci vengono in mente i tanti crocifissi di oggi. Dai cristiani perseguitati in diverse parti del mondo per la loro fedeltà a Cristo, ai poveri, ai sofferenti, a chi è solo e dimenticato. Senza dimenticare il dramma dei profughi e dei migranti. Come cristiani non possiamo restare indifferenti, non possiamo non manifestare l’amore di Dio attraverso le nostre scelte concrete di accoglienza e solidarietà. Il Vangelo ci chiama ad essere “prossimi” dei più piccoli e di coloro che ci tendono la mano. Per questo la croce che esaltiamo rappresenta l’amore di Dio che noi siamo chiamati a donare agli altri”.

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