“Una vita da social”, la Polizia di Stato in prima linea contro il cyberbullismo

di Alice Palumbo

Li chiamano nativi digitali o generazione 2.0. Giovani e adolescenti, che hanno costruito nuove forme di socialità attorno al mondo della rete. Canale prescelto, i cosiddetti social network, grazie ai quali viene resa possibile in tempi immediati la circolazione e la condivisione di contenuti, opinioni e notizie, purtroppo non sempre attendibili, annullando le distanze anche tra soggetti residenti in parti opposte del mondo. Se ai social vanno certo attribuiti meriti e vantaggi, non è possibile, tuttavia, ignorare le innumerevoli insidie che spesso si nascondono nello sconfinato e frenetico mondo virtuale, di cui, spesso, vittime prescelte sono proprio i giovanissimi. Il termine utilizzato per definire il fenomeno del bullismo di rete è cyberbullismo. Di questo si è parlato nella mattina di oggi, in Piazza Umberto, nell’ambito della campagna nazionale itinerante, promossa dalla Polizia di Stato, e denominata “Una vita da social”, rivolta ai fruitori del web e, in particolar modo, agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Ad aderire all’iniziativa, l’Istituto Comprensivo “Giovanni Verga”, l’Istituto “Ettore Romagnoli”, il Liceo Scientifico “Elio Vittorini”, l’Istituto Tecnico per Geometri “Ettore Majorana” e l’Istituto Tecnico Commerciale “Luigi Sturzo”. Il truck della Polizia di Stato è arrivato in città, accompagnato da un agente molto speciale, Catarella, della fiction Rai “Il commissario Montalbano”. L’amatissimo attore Angelo Russo, caratterista brillante e interprete vivace e genuino della comicità siciliana, ha scelto di dare il suo contributo a favore di un tema di scottante attualità che, oggi più che mai, impone di non abbassare la guardia. <<Ho accettato con molto piacere l’invito del dirigente della Polizia di Stato Francesco Marino, amico di vecchia data – ha detto l’attore. Le Istituzioni svolgono quotidianamente un’azione importantissima su vari fronti. La prevenzione del bullismo di rete è uno di questi. E’ necessario che i giovani capiscano che i rappresentanti delle Forze di Polizia sono importanti figure di riferimento, pronte ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà o necessiti di ascolto e di supporto>>.

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<<Il nostro commissariato, in sinergia con la Questura di Caltanissetta, crede molto nell’azione preventiva relativa a dinamiche diffuse e preoccupanti come quella del cyberbullismo – ha affermato il dottore Marino. Non bisogna creare allarmismo ma, certamente, è doveroso evidenziare come questi crimini siano in aumento. Partendo da una semplice truffa online, che è pur sempre reato, si arriva a delle fenomenologie aberranti, come la pedopornografia, che lasciano traumi gravissimi nella psicologia delle vittime. Il nostro obiettivo è prevenire questi reati, prima che si arrivi al fatto compiuto>>.

La Questura di Caltanissetta, diretta dal dottor Bruno Megale, seguendo le direttive dettate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è da tempo impegnata in un’intensa campagna di sensibilizzazione ad un uso consapevole di internet. Più di 8.000 gli studenti coinvolti, insieme a tantissimi genitori ed insegnanti.

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<<La rete e i social – ha detto Megale – hanno assunto ormai un peso dominante nella vita dei più giovani. Parallelamente all’incremento dell’utilizzo delle nuove tecnologie, si registra un aumento dei reati commessi attraverso il web. Questo è il motivo dell’iniziativa di oggi, che si rivolge ai ragazzi, agli studenti del territorio. Ho potuto constatare con grande piacere che i giovani stanno rispondendo con entusiasmo e curiosità. Il ruolo della scuola è fondamentale. Insieme si può fare tanto>>.

 Lo stesso questore di Caltanissetta ha sottolineato come, dal punto di vista legislativo, si stia lavorando per inserire all’interno dell’ordinamento giuridico italiano un inquadramento normativo specifico in materia di bullismo e cyberbullismo, che attualmente manca, e che viene colmato facendo ricorso alle fattispecie esistenti. Così come già avvenuto per il reato di stalking, introdotto nel 2009, sarebbe un significativo passo in avanti, per assicurare una maggiore tutela alle vittime e perseguire, in maniera più severa ed efficace, questo tipo di comportamenti lesivi della dignità dell’individuo.

Presente, il commissario capo Laura Romano, dirigente della Sezione Volanti, in prima linea nella promozione dell’evento.

A presenziare all’incontro, anche il procuratore della Repubblica Lucia Lotti. <<La parola chiave – ha detto il procuratore – è consapevolezza. I ragazzi sono vivaci, dinamici e intelligenti. Bisogna puntare sulle loro qualità per aiutarli ad essere più consapevoli di quelli che sono i rischi che possono celarsi dietro agli strumenti che essi quotidianamente utilizzano>>.

L’iniziativa ha visto la partecipazione ed il contributo dell’Associazione Antiracket “Gaetano Giordano”, nella persona del presidente Renzo Caponetti, che ha distribuito agli studenti dei berretti con il logo della Polizia di Stato e della stessa associazione.

 

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