Una vita da vegano. Cosa ne pensano i medici.

La dieta vegana è una variante di quella vegetariana: mentre i vegetariani si limitano a non mangiare ne’ carne ne’ pesce, i vegani si astengono da tutti i cibi che contengono prodotti di derivazione animale.
Circa l’1% della popolazione è vegana, un dato comunque in grande crescita rispetto allo 0,6% dell’anno precedente.

Si calcola che nel 2050 circa la metà degli italiani starà seguendo una dieta vegana.
Questo tipo di alimentazione prevede la completa eliminazione di tutti gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e tutti i derivati animali). Coerentemente con la scelta di alimentarsi vegano, è giusto selezionare un abbigliamento realizzato secondo gli stessi principi di
rispetto degli animali e della natura. Il vegano evita l’utilizzo di capi in pelle e pellicce, seta, lana e feltro. In Italia cominciano a nascere nelle grandi città i primi negozi di moda 100% vegan e con questi i primi marchi specializzati.


Si sostiene che la dieta vegana permetta di essere al sicuro da malattie cardiovascolari e dal cancro. Secondo alcuni studi questa alimentazione potrebbe ridurre il rischio di ammalarsi del 30%. L’aumento dei rischi è proporzionale alla quantità, alla frequenza e alla qualità dei consumi
di carni rosse e grassi animali.
Effettivamente il dibattito è aperto e in piena evoluzione poiché indagini sul genoma umano rivelano recentemente che alcuni particolari geni possano predisporre al conseguimento di alcune patologie neoplastiche.
Tale dieta può essere dannosa per un bambino se non seguita correttamente da un medico nutrizionista, poiché necessita di integrazioni per bilanciare la carenza di sostanze di cui la dieta vegana è carente.

Tra rischi maggiori cui va incontro un bambino possono esserci problemi per lo sviluppo del sistema nervoso o ritardi nella crescita. Come nel caso della piccola Chiara ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova a causa di una rigidissima dieta vegana. In questo più che in altri casi la cautela è
d’obbligo, il consiglio del medico nutrizionista è necessario, il buonsenso ci darà certamente una mano.

Articolo di

f

Ludovica Dicembrino

e

Roberta Cannì

 

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