Utilizzare uffici comunali per Agenzia delle Entrate? L’on. Arancio risponde a Giudice: «la politica deve garantire i servizi. Il sindacato pensi ai lavoratori»

La politica ha il dovere di continuare a garantire i servizi ai cittadini. La chiusura delle sede della Agenzie delle Entrate a Gela creerebbe gravi danni oltre che per gli utenti, professionisti e  cittadini comuni, anche per i dipendenti. Ben venga allora la scelta di  mettere a disposizione dei locali comunali per garantire la continuità di tale ente  a Gela, cosí come già è avvenuto per Riscossione Sicilia quando ha rischiato di chiudere in città. Questo quanto dichiarato dal deputato regionale  Giuseppe Arancio, in risposta alle dichiarazione del sindacalista della Cgil Ignazio Giudice. Giudice con un comunicato aveva espresso la sua amarezza per una politica che sta “lontana dai giovani”. «Un ente importante su base nazionale annuncia la chiusura, e la politica corre ai ripari, e individua la soluzione nel dare uffici  costo zero, in faccia ai giovani che hanno idee imprenditoriali brillanti, ma non hanno abbastanza soldi per realizzarle e uno dei motivi è il costo dell’affitto»,  aveva comunicato il sindacalista. L’onorevole Arancio ha sottolineato che Gela senza intervento delle politica rischierebbe di essere una delle 500 città che, a causa della Spendign Review e con riferimento alla riorganizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze e delle agenzie fiscali, perderebbe l’agenzia delle Entrate, con gravi disagi per tutti i cittadini e che l’amministrazione ha il dovere di intervenire affinchè ciò non accada, andando incontro ai problemi economici che spingeranno molti enti a chiudere. «Per quanto riguarda i giovani – ha detto l’onorevole Arancio – vi sono sempre state delle politiche a loro favore.  Già dalla precedente amministrazione vi è  la possibilità di utilizzare locali pubblici per fare impresa». Il deputato conclude sottolineando: «Il sindacato pensi ai lavoratori, e la politica faccia il suo lavoro per garantire i servizi a tutti i cittadini».

Tagged with: