Utin assegnata al Vittorio Emanuele per maggiori nascite, non per ‘depredare’ Caltanissetta

Sono caratterizzate da un campanilismo o da una mancanza di conoscenza del territorio, le ingiuste accuse, da parte del sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo,  di “bassissima politica” che ha individuato come sede dell’Utin ( unitá di terapia intensiva neonatale) l’ospedale di Gela, tra l’altro mai avviata. Questo é quanto emerge in una lettera che il coordinatore del Csag ( comitato di sviluppo dell’area gelese) Filippo Franzone ha indirizzato al sindaco nisseno. L’Utin, specifica Franzone, é stata destinata al Vittorio Emanuele, assieme ai servizi STEN e STAM (trasporto in ambulanze speciali delle mamme gravide e dei neonati con gravi complicanze) e Ginecologia ed Ostetricia di II Livello, grazie all’impegno del comitato stesso che già  dal 2009,  alla Commissione di Inchiesta Sugli Errori Sanitaria,  fece notare come la zona sud di questa ex provincia avesse molte più nascite della zona nord, (nel 2009, 1.503 nascite nella zona sud; 1.195 nella zona Nord)  con l’aggravante di avere tristi primati come ad esempio le malformazioni neonatale. Ruvolo dopo il triste episodio della piccola Nicole, ha asserito che  Caltanissetta è stata “depredata” dell’UTIN, “privando l’intera provincia di un servizio così importante.  “É più giusto dire che l’UTIN è stata individuata dove era più necessaria” sottolinea Franzone. Anche perché Caltanissetta 

 ha già l’Emodinamica, e i nostri infartuati vengono caricati in ambulanza e spediti a 65 km di distanza, come prima li mandavamo a Ragusa, sempre a 65 km di distanza. “In sostanza -ha evidenziato Franzone- con l’Emodinamica a Caltanissetta, per Gela è rimasto un pessimo servizio, che purtroppo dobbiamo subire. Quando il Sant’Elia è stato individuato come centro per l’Emergenza di III Livello, non abbiamo protestato, e forse in quella occasione sarebbe stato opportuno, visto che le prestazioni di Emergenza urgenza del Sant’Elia, oggi di III livello, sono circa 36.000, contro le 44.000 del Vittorio Emanuele III di Gela, che è di II livelloMentre per l’individuazione dell’UTIN a Gela, giustificata dai numeri e dalle reali necessità, abbiamo dovuto registrare la contrarietà dei nisseni, nonostante il servizio  esiste già per loro, a Enna,  a soli 15 KM. Mentre  a Gela, visto che l’UTIN nonostante tutte le nostre proteste e sollecitazioni, non è ancora partita, si continua ad inviare i bisognosi presso le UTIN di Enna ed Agrigento, ad 80 KM di distanza.  La logica vorrebbe che, visto che l’UTIN è già individuata in questa ex provincia, si dovrebbe lavorare insieme per farla partire.”

 

 

 

 

                     

 

 

 

 

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