V commissione: sit-in al Vittorio Emanuele? Solo populismo e distrazione dalla mozione sfiducia

Riceviamo e pubblichiamo la risposta che la V commissione consiliare Sanità e Ambiente, presieduta da Virginia Farruggia  alle affermazioni del portavoce del Csag Filippo Franzone che aveva sottolineato come la V commissione non avesse proferito parola nell’incontro tenuto presso VI commissione sanità all’Ars e riguardante il Vittorio Emanuele.  Non mancano i riferimenti al sit-in del sindaco e al suo incontro con l’assessore regionale Baldo Gucciardi e con il presidente della regione Rosario Crocetta,  e dell’interruzione della protesta a seguito delle loro rassicurazioni sull’ospedale gelese

“  In merito alla problematica della sanità locale, la V Commissione Ambiente e Sanità del comune di Gela tiene a fare il punto della situazione su quanto accaduto in questi giorni, dopo, soprattutto, l’incontro tenutosi a Palermo, presso la VI Commissione Sanità all’ARS. La V Commissione, avendone seguito da due anni l’iter, insieme alle associazioni del territorio e essendosi posta come unica interlocuzione istituzionale con l’ASP, in assenza dell’amministrazione comunale, aveva ben chiaro quanto contenuto nel piano aziendale approvato ad Aprile del 2016; sapevamo, anche che, col nuovo sistema di rete dell’emergenza urgenza dell’ass. Gucciardi, l’ospedale di Gela sarebbe diventato spoke.

Avevamo chiaro pure che c’era un problema relativo alla mancanza dei medici, problema che in realtà coinvolge la sanità regionale, problema che potrà essere risolto soltanto in seguito allo sblocco dei concorsi, a livello nazionale.

Pertanto, abbiamo partecipato all’audizione in VI Commissione all’ARS, seppur non invitati formalmente, al fine di conoscere quali fossero le rivendicazioni del sindaco rispetto al piano.

Abbiamo appreso, attraverso i media, che il Sindaco dopo aver partecipato all’audizione, senza alcun risultato rispetto alla sua azione di dissenso, concretizzata attraverso un banchetto dinanzi alla struttura ospedaliera, ha incontrato il Presidente della Regione Siciliana e che lo stesso gli abbia dato rassicurazioni sull’Ospedale, a tal punto da interrompere il presidio.

Ci chiediamo, ma se bastava un breve colloquio con il presidente della regione per ritenere risolti i problemi della sanità a Gela, non sarebbe stato meglio, prima di inscenare una protesta davanti l’ospedale, chiamare il presidente della regione e conferire con lui? O, ancora meglio, considerato che il Sindaco, in occasione delle ultime primarie del PD,  ha partecipato ad una serata organizzata dalla presidente della regione, non poteva chiedere allo stesso rassicurazioni in tal senso, già in quella sede? Riteniamo, piuttosto, che il sindaco abbia voluto, fare solo del populismo e distrarre la città dalla mozione di sfiducia; che il Sindaco poco conosca le criticità reali della sanità locale, affidandosi alle conoscenze di taluni, o acquisendo informazioni e input dai comunicati che il tavolo tecnico della V Commissione consiliare, insieme alle associazioni, hanno pubblicato negli ultimi mesi. Caro Filippo Franzone la V Commissione conosceva benissimo tutto quello che è stato detto in audizione all’ARS e piuttosto che dire cose scontate ha preferito ascoltare e cercare di capire quali fossero le motivazioni che possano spingere un sindaco ad un sit-in dinanzi l’ospedale, piuttosto che tentare, come il suo ruolo gli imporrebbe, di dialogare con le istituzioni portando ai tavoli una linea politica determinata e le rivendicazioni di una città maltrattata. Difatti, nel verbale della conferenza dei Sindaci, tenutasi nel Maggio scorso, a cui il Sindaco non ha partecipato, preferendo delegare gli assessori Salinitro e Abela, emerge la totale assenza di una posizione chiara e definita da parte dell’amministrazione del Comune di Gela, eppure sarebbe proprio quella la sede, istituzionale e democratica, in cui i Comuni hanno la possibilità di intervenire politicamente sulla programmazione proposta dal governo nazionale e presentata alle ASP dal governo regionale, cosa che non è stata, evidentemente, fatta. Dopo qualche mese dalla conferenza dei sindaci, però, il sindaco ha preferito organizzare il famoso sit in. Ma ciò che si evince è la totale assenza di programmazione, una grande incoerenza, nonché mancanza di rispetto dei cittadini gelesi che di fronte ad un tema così sentito ed a buon ragione definito servizio inalienabile, continuano a perdere credibilità nelle istituzioni e nella politica. Pur tuttavia a differenza del Sindaco che si è ritenuto pienamente soddisfatto dall’interlocuzione, a porte chiuse, con il Presidente della Regione Siciliana, la commissione ha ancora delle perplessità e per questo continuerà ad affrontate i problemi della sanità insieme alle associazioni e nei tavoli istituzionali, senza proteste lampo e senza demagogia. Già nei prossimi giorni faremo un report sui problemi dell’ospedale e lo presenteremo al direttore generale, al fine di spingere affinché, ciò che è stato messo su carta, diventi realtà. Questo report sarà portato anche all’assessore Gucciardi, a cui abbiamo già chiesto, ancora prima della protesta del sindaco, un incontro formale ed ufficiale, per poter proporre una programmazione più spinta, tenuto conto del grave rischio ambientale che riguarda il Comune di Gela. La commissione ritiene che gli amministratori debbano risolvere i problemi che affliggono la nostra città nei tavoli istituzionali con confronto continuo e serrato. Dopodiché le proteste possono essere anche fatte, ma devono avere un obiettivo ben preciso e portate avanti fino al raggiungimento dello stesso. Quale obiettivo abbia raggiunto il Sindaco in seguito alla protesta non ci è dato saperlo, magari farsi solo una chiacchierata con il Presidente della Regione. Ne prendiamo atto.”