Vaccino si, vaccino no: il parere di un esperto

L’argomento è di quelli attualissimi, ne parlano i giornali e le televisioni,tuttavia, come spesso accade si recepiscono parte delle informazioni o le si assimilano in maniera inesatta.
Sto parlando dei vaccini, il vaccino che uccide, il vaccino che preserva da malattie, insomma dove sta la verità?
La notizia di persone decedute dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale è sicuramente un fatto che desta attenzione, ansia e preoccupazione, ma prima di giungere a conclusioni affrettate è opportuno spiegare in maniera breve e chiara cosa c’è dentro quella sostanza che tutti almeno una volta nella vita ci siamo visti iniettare sotto la pelle del braccio.

Il vaccino non è altro che una sostanza composta da microrganismi o parte di essi (virus o batteri), opportunamente trattata per andare a stimolare una risposta immunitaria da parte del nostro organismo, la cosiddetta “risposta umorale”, la quale consentirà di ottenere l’immunità ad una o più patologie in base al vaccino che è stato somministrato. Il meccanismo di azione è piuttosto chiaro: grazie al vaccino i nostri anticorpi vengono addestrati a sconfiggere un patogeno opportunamente indebolito per non scatenare la malattia vera e propria, inoltre grazie ai linfociti B detti cellule della memoria, il nostro sistema immunitario avrà una memoria per difendersi da successive esposizioni allo stesso patogeno.

Ognuno di noi, fin dalla tenera età è stato sottoposto a vaccinazione, secondo un calendario stabilito dalla Sanità Pubblica, atto a preservare sia i singoli individui che le comunità da possibili epidemie virali e non. Grazie ad esso, nel tempo si è riusciti a debellare patologie come la poliomielite ed il vaiolo estremamente pericolose e spesso invalidanti per chi le contraeva. Poi ci sono i vaccini stagionali, quelli contro i virus influenzali di turno, caldamente consigliati a determinate categorie di soggetti a rischio. È su questi che voglio focalizzare il mio articolo. 

Il vaccino antinfluenzale previene l’influenza e le sue complicanze che, per soggetti a rischio come anziani o bambini con malattie croniche, potrebbero avere risvolti molto gravi. Per queste categorie particolari di individui le ASP hanno già attivato il servizio di vaccinazione stagionale presso i medici di base o presso i centri vaccinali dei comuni; tuttavia anche per le categorie non a rischio è consigliata la vaccinazione.

In questi ultimi giorni si è parlato molto di decessi causati dalla somministrazione del vaccino, grazie anche all’impatto che danno le notizie al telegiornale, si è creata una psicosi vera e propria.
L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), ha opportunamente ritirato e fatto analizzare i lotti dei vaccini incriminati e, in data 1/12 ha emesso un comunicato in cui si afferma l’esito positivo dei primi test effettuati; contenuto di emoagglutinina, endotossine e Appearence (aspetto visivo). Successivamente l’AIFA e l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) in data 23/12 hanno emesso un ulteriore comunicato ufficiale nel quale riportano le analisi qualitative di sterilità e tossicità effettuate sui lotti di vaccini precedentemente sottoposti a divieto di utilizzo: i risultati sono conformi ai parametri attesi, ovvero tutto negativo, nessun “vaccino pericoloso” e a breve verrà rimosso il divieto di utilizzo di questi lotti di vaccino.

Ma allora queste morti improvvise dopo la somministrazione del vaccino a cosa sono dovute? Un paziente di 68 anni è deceduto a causa di un evento cardiovascolare circa un’ora dopo la somministrazione del farmaco, altri due di anni 87 e 79, sono deceduti 48 ore dopo la somministrazione a causa di un’infiammazione del sistema nervoso centrale (meningite-encefalite). Oltretutto c’è da sottolineare che questi pazienti erano tutti in di età avanzata e affetti da altre patologie di tipo tiroideo, iperglicemia e ipertensione. Insomma è inutile accusare i vaccini di aver causato il decesso di alcuni individui senza che prima si conoscano le cause, nonostante anche questi non sono esenti da effetti collaterali.

Ricordiamoci sempre che, è si vero che il vaccino serve a difenderci dai patogeni pericolosi, ma è pur sempre un farmaco e pertanto come per tutti i farmaci anche esso può avere dei potenziali rischi più o meno gravi. Quando un farmaco viene immesso nel mercato oltre alle varie sperimentazioni, si valuta il rapporto RISCHIO/BENEFICIO, ovvero si analizzano i dati per capire se l’uso di quella determinata sostanza può dare più vantaggi per la salute dell’individuo o no. Naturalmente tutti i farmaci che ci sono in commercio sono sicuri e con un elevato indice di beneficio rispetto a quelli che sono i rischi nell’assumerlo.
I vaccini nello specifico, presentano una bassissima probabilità di reversione alla forma virulenta e quindi rischiosa, e solo in rari casi si sono verificati decessi a causa di shock anafilattico.

Perché allora ci dovremmo vaccinare? Il risultato vale il rischio? A mio modesto parere SI, considerato il fatto che l’influenza ogni anno causa circa 8.000 decessi solo in Italia, in particolare negli individui di età superiore ai 65 anni, il consiglio è sicuramente quello di vaccinarsi, per preservare la propria salute e di coloro che ci stanno accanto. L’uso, la sicurezza e l’efficacia sono garantiti e consolidati, ma per fugare qualsiasi dubbio e avere le giuste informazioni, chiedete al vostro medico o al vostro farmacista, loro sono gli unici con le competenze adeguate per darvi il giusto consiglio su una tematica così delicata come è l’assunzione di un medicamento, vaccino o altro tipo di farmaco che sia.