Vent’anni per la “Carovana Antimafia”, tanto si è fatto e tanto ancora c’è da fare

“Duecento anni di mafia non sono niente rispetto alla storia millenaria della nostra Isola. Dobbiamo rinascere Siciliani e dobbiamo rinascere più forti”. Si è aperta così la giornata dedicata ai vent’anni della “Carovana Antimafie” che, dopo Lampedusa e Agrigento, ha fatto tappa anche a Gela grazie all’organizzazione e alla collaborazione di ARCI, Libera e Avviso Pubblico.

Un incontro che ha visto la presenza di diverse autorità locali, Forze dell’Ordine e, fra gli altri esponenti di spicco impegnati nella lotta alla criminalità, anche Rita Borsellino, attuale Presidente Onorario del centro di studi “Paolo Borsellino”. “Vent’anni fa la carovana nacque in un clima
particolare – ha dichiarato Borsellino – si veniva dalle stragi del ’94 e in noi comunque c’erano tanta speranza e voglia di fare. Col tempo la carovana ha continuato a camminare fra alti e
bassi, creando un progetto importante che ha abituato i ragazzi a ragionare in maniera diversa sviluppando anche una consapevolezza più matura nei confronti del fenomeno mafia, che allora sembrava sconosciuta, mentre oggi sembra più difficilmente riconoscibile, parla un linguaggio diverso. È una mafia subdola – ha continuato – che si insinua nei Palazzi e purtroppo nelle Istituzioni e questo fa più paura”. “La carovana – ha replicato Luciana Carfì, Presidente responsabile di ARCI – è un momento di sensibilizzazione, ma anche di semina di progetti, iniziative e centri di aggregazione. In questi vent’anni abbiamo costruito luoghi di confronto e aggregazione, siamo cresciuti e s ono nate nuove associazioni. Resta ancora tanto da fare
– ha poi concluso Carfì – ma la carovana va avanti e non si ferma”. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi studenti provenienti da diverse scuole della città, ragazzi e ragazze hanno espresso le proprie considerazioni e manifestato le proprie perplessità. “È meglio morire denunciando che vivere impauriti dalla mafia”, ha tuonato una studentessa, a dimostrazione di quanto la determinazione e il coraggio soprattutto dei più giovani sia indispensabile nella lotta contro questo cancro che si insidia nella nostra società.

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