Ventidue anni per Di Dio, collaborò con Emmanuello e Manfrè per uccidere Reina

Dovrà scontare ventidue anni di reclusione Maria Rosa Di Dio, la donna accusata insieme al quarantaquattrenne Davide Emmanuello e al sessantacinquenne Rocco Manfrè di aver ucciso nel giugno del 1992 Agostino Reina. Già agli arresti domiciliari, Di Dio avrebbe attirato con un pretesto Reina in un casolare di Contrada Passo Piazza, nelle campagna gelesi, dove venne freddato col metodo della lupara bianca e poi dato alle fiamme perché ritenuto ostile a Cosa Nostra, associazione mafiosa di cui facevano parte la donna, Emmanuello e Manfrè. Il corpo carbonizzato di Reina venne poi ritrovato dalla Polizia sotto un ponte di passaggio della linea ferroviaria Gela-Vittoria. Solo a seguito di attente indagini coordinate dalla Procura della Repubblica Dda di Caltanissetta, fu possibile risalire all’identità dell’uomo diversi anni dopo, nel 2010. Per l’individuazione dei colpevoli la Polizia poté contare anche sulla collaborazione di esponenti di assoluto rilievo di Cosa Nostra, da tempo legati ai fratelli Emmanuello.