Verità su Gela, Siciliano: “Nel ruolo di assessore ho cercato di avviare le attività di bonifica delle aree industriali”

“Scaviamo insieme per tirare fuori le verità nascoste!”.

È questo l’appello dell’ex vicesindaco e assessore all’ambiente Simone Siciliano, dopo le notizie dei giorni scorsi che hanno scosso la comunità gelese. “Premesso – ha proseguito – che ritengo doveroso denunciare eventuali condotte illecite di chiunque abbia dato indicazioni di smaltire rifiuti pericolosi, violando la legge e rendendosi complice dell’avvelenamento della nostra città, incluso chi, tra le istituzioni di vario ordine e grado, non abbia esercitato il potere di controllo per garantirci il diritto alla salute.

Sono certo che gli organi inquirenti faranno chiarezza se e chi, nella filiera di gestione dei rifiuti industriali, ha avuto convenienza nel seppellire rifiuti tossici in discariche abusive. Da parte mia, nel ruolo di assessore alle politiche ambientale, attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro interno al Comune di Gela, coadiuvato dalla dottoressa Katia Nicosiano, ho cercato di scavare e avviare le attività di bonifica delle aree industriali, giacenti, da decenni, sotto la polvere di quella burocrazia statale, unica vera responsabile delle vittime del nostro territorio.

Per questo motivo, al nostro insediamento abbiamo preteso l’istituzione del Tavolo Permanente delle Bonifiche, alla presenza di tutti gli enti preposti ai controlli, incluso l’Istituto Superiore della Sanità.

In soli tre anni si è riusciti a mappare tutta l’area dell’ex raffineria e far eseguire gli interventi di bonifica di falda e suoli con risultati misurabili e tangibili: bonifica dell’area del parco serbatoi, bonifica degli impianti dell’industria siciliana acido fosforico (ISAF), demolizione degli impianti di acrilonitrile, il cosiddetto ACN, bonifica di nove vasche nell’area della raffineria, usate come discariche, bonifica della Discarica-vasca A zona 2, il cosiddetto “Buco Nero”, bonifica del pontile industriale e della diga foranea, bonifica dei suoli attraverso l’estrazione di sostanze contaminanti dal terreno, sotto forma di vapori, attraverso la tecnologia di aspirazione denominata SVE, potenziamento della bonifica della falda e riduzione dello spessore di surnatante da 9m a 1.5 metri. Siamo solo all’inizio – ha concluso Siciliano – c’è ancora tanto da fare, ma non siamo più all’anno zero”.