“Versi di luce”, fine del festival tra presenze e grandi assenze

Cala il sipario sulla quarta edizione del festival internazionale di cinema e di poesia “Versi di luce”, promosso dal Circolo Stella Maris, presieduto da Elio Cassarino e presentato quest’anno dalla giornalista Daniela Pellegrino.

Tre serate di cinema d’autore, iniziate domenica scorsa con la proiezione di nove corti di fiction in gara, proseguite lunedì nella galleria del Civico 111 con videoclip, videoarte e videopoesia e concluse ieri sera, nella chiesa San Giovanni, con la visione dei restanti otto corti di fiction. Audiovisivi di livello, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno affrontato liberamente tematiche sociali importanti come la guerra, la politica, la malattia, la morte.

A trionfare, secondo il giudizio della giuria degli esperti, presieduta dal regista Gianni Virgadaula e composta da Biagio Pardo, Fortunato Pepe, Roberto Collodoro, Rocky Venezia, Corrado Inturri, Marco Claude, Enzo Emmanuello, Zaira Placenti e popolare, è stato il corto dal titolo “Mankurt”, dal Regno Unito, per la regia di Ermina Takenova, la storia di uno schiavo che ha cancellato completamente la memoria a causa di una terribile tortura.

Premio della stampa, conferito dai giornalisti Giuseppe D’Onchia, Rocco Cerro e Liliana Blanco, invece per “Liebesbrief”, dalla Germania, per la regia di Marcus Hanisch, che affronta il tema della comunicazione digitale, mediata dai social e dalle chat.

Per la sezione videoarte e videopoesia ha vinto “The dance of the living stones”, dagli Stati Uniti d’America, di De Grande, mentre il miglior videoclip è stato “La cumbia de tu hermana”, dalla Francia, di Loyer.

Un’edizione realizzata con fatica e resa possibile grazie agli sponsor e alle associazioni che hanno preso parte all’organizzazione del festival, in cui comunque non sono mancate le polemiche, scaturite soprattutto dall’assenza dell’amministrazione comunale, fatta eccezione per gli assessori Caci, Mauro e Granvillano e delle Commissioni consiliari interessate.

 

“In una città in cui la politica, dal primo cittadino ai consiglieri comunali, parla tanto di cultura – hanno affermato gli organizzatori – non supportare concretamente e fisicamente queste iniziative costituisce un’infelice contraddizione”.

Un’affermazione carica di delusione, alla quale l’assessore Granvillano ha comunque risposto invitando le associazioni a programmare prima del previsto una collaborazione con l’amministrazione, così da avere più tempo per gestire il tutto. Di fronte al pubblico presente inoltre l’assessore Mauro ha garantito il proprio impegno affinché il festival diventi uno degli eventi calendarizzati della città.

L’auspicio dunque è che il prossimo anno possa esserci una quinta edizione e una maggiore partecipazione anche da parte della cittadinanza, ma “Se l’amministrazione dovesse chiudere le porte – citando quanto affermato da Elio Cassarino – non ci sarà più nessun festival”.