Verso la sfiducia…che ne sarà di Gela?

Mentre il sindaco verrà punito per non avere scelto assessori appartenenti a movimenti politici e per non aver rinunciato al suo fidato Simone Siciliano, c’è una città che si chiede che fine faranno gli iter dei finanziamente del Patto per il sud e delle Compensazioni Eni, se la sfiducia dovesse essere confermata il 22 dicembre prossimo.

Il commissario straordinario che potrebbe governare Gela già la prossima settimana potrà intervenire per destinare a Gela tali somme e per avviare i cantieri a cui sono destinate? La città versa già in condizioni economiche disperate, e la classe politica che è stata votata dai cittadini non è riuscita mai a trovare un’intesa con il primo cittadino, accusato di non aver voluto mai un dialogo con essa. I due anni e mezzo di amministrazione sono trascorsi tra accuse a vicenda e polemiche. Tra sfiducia sì, sfiducia no. E l’immobilismo amministrativo l’ha fatta da padrone. A farne le spese sono stati i cittadini, coloro che avrebbero voluto leggere nei giornali di Gela, di inaugurazioni di cantieri, di avvio di lavori di riqualificazione del porto, di abbellimento del centro storico, di servizi migliorati. Invece il nulla. Di questa esperienza amministrativa per la città sono rimaste solo le polemiche.

Nessun atto di accusa nei confronti di qualcuno, ma l’unico dato certo è che c’è una città che rischia di morire definitivamente. Adesso tutti a caccia di voti e di coalizioni convenienti. Di questo si leggerà nei giornali nei prossimi mesi ,mentre la gente dovrà decidere solo se continuare a morire di fame o abbandonare la città definitivamente.