Verso la svolta green della raffineria Eni: carburanti ecologici e occupazione

Sta proseguendo lo stato di attuazione della “Green Refinery’.Il progetto della bioraffineria, è stato presentato oggi nella sala conferenze del centro di formazione aziendale. Presenti tra gli altri, Giuseppe Ricci e Luigi Ciarrocchi, responsabili rispettivamente Lefinig & Marketing e del progetto della bioraffineria.

Con il rilascio dell’autorizzazione VIA/AIA da parte del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Mare e del Territorio e dal Ministero dei Beni Culturali, avvenuto lo scorso 8 agosto, le attività sono entrate nella fase conclusiva con grandi ricadute economiche e occupazionali sul territorio gelese. Questo quanto emerso nell’incontro.

La costruzione del nuovo impianto di produzione di idrogeno “Steam Reforming”, porterà la bioraffineria a utilizzare il 100% di materie prime di seconda generazione composte dagli scarti della produzione alimentare. Dai combustibili fossili, quindi, si passerà alla lavorazione degli oli vegetali per la produzione dei biocarburanti. L’impianto si doterà anche di un moderno polo per la spedizione dei greggi di produzione locale. Si tratta di un investimento da 220 milioni di euro. I lavori saranno ultimati entro giugno 2018 .

Le materie prime future quindi deriveranno da scarti della produzione alimentare. Saranno gli  olii usati (uco – used cookingoil), i grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma (pfad – acidi grassi). Questa caratteristica farà della Green Refinery di Gela un impianto ad elevata sostenibilità ambientale, Materia prima che si sarebbe dovuta smaltire con un costo  per la comunità e un altro impatto ambientale. Infatti la Raffineria Verde, in linea con l’ultima normativa EU, ridurrà del 60% le emissioni ghg.

“Quella di Gela è una delle tante raffinerie che in seguito alla crisi energetica avrebbe dovuto chiudere definitivamente, quello che abbiamo voluto fare è un cambio di produzione che vada più nella direzione del percorso di trasformazione energetica che stiamo vivendo”. Ha detto Giuseppe Ricci

Da novembre 2014 al giugno scorso, investiti 535 milioni di euro. “Gela diventerà uno dei poli green più importanti di Italia”, ha detto Luigi Ciarrocchi responsabile del progetto.

Alla presentazione del progetto di conversione anche il sindaco di Gela, Domenico Messinese. “Siamo in dovere di dare alla città di Gela occupazione e benessere economico e ambientale”ha dichiarato il primo cittadino.

Per quanto riguarda il fronte occupazionale Eni ha dichiarato di avere assunto gli impegni e di essere andata anche il Protocollo . Nel 2017 il livello di occupazione dell’indotto ha superato in media i 1.450 lavoratori rispetto ai 1.000 previsti nel Protocollo, con un trend in crescita da gennaio a giugno, mese nel quale si è raggiunta la cifra record di circa 1.600 unità. Un aumento è previsto negli ultimi mesi dell’anno con l’avvio della fase di completamento della riconversione della Raffineria.

la spesa sostenuta per il risanamento ambientale a luglio ha raggiunto i 110 milioni di euro, a cui corrispondono 38 cantieri avviati, dei quali 13 già completati.