Vertenza Gela e il silenzio della politica. Intervengono i sindacati

     Si continua ad assistere al silenzio della politica di fronte alla Vertenza Gela, che diventa sempre più grave. Il protocollo di intesa firmato al Mise va molto a rilento rispetto al  programma prefissato da Eni e la Regione Sicilia non riesce a dare risposte sugli strumeti di sostegno economico ai lavoratori esodati. Questo quanto messo in evidenza dai segretari delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, rispettavimente Ignazio Giudice, Emanuele  Gallo, e Maurizio Castania, assieme ai  Segretari Fiom,  Fim e  Uil, Gauci, Sardella e Calabrese. 
    “Da mesi – affermano i sindacalisti – denunciamo la latitanza delle Istituzioni e da mesi denunciamo i discutibili  risultati derivanti da svariate riunioni”. 
I sindacalisti sottolineano come il protocollo di ENI  va a rilento rispetti ai progetti industriali inseriti nei suoi obiettivi, creando, di fatto,  danno ai lavoratori ed alle imprese.” Di certo vi è che l’assenza di risposte concrete, malgrado lettere, solleciti, comunicati, stati d’agitazione.”
              “La politica regionale – continuano i sindacalisti – vuole il mondo del lavoro zitto e impotente. Il sindacato è sicuramente impotente nel fare leggi e/o garantire l’adeguata copertura finanziaria alle leggi regionali e nazionali attuali, è notorio che il sindacato in Italia non ha queste prerogative. Abbiamo il compito ed il dovere di rivendicare, evitando di stare zitti come vorrebbe la politica, ma ciò non basta”.
I sindacalisti affermano da mesi che la Vertenza Gela subirà una deriva e la stessa avrà momenti incontrollabili. Di questo ne sono fermamente convinti.
“Assurda la scelta delle istituzioni  – continuano – di farsi sorde rispetto ai drammi del mondo del lavoro.  Abbiamo già interloquito con le forze di polizia, abbiamo parlato con il lavoratore che come altri è disperato per la mancata erogazione delle retribuzioni, abbiamo richiesto al Prefetto l’immediata convocazione della società Smim impianti che di certo deve assumere un atteggiamento diverso nei confronti dei lavoratori e del territorio “. 
       Il sindacato confederale e di categoria non è più disponibile ad ascoltare politici che non sono in grado di dimostrare ciò che dicono di fare, la coerenza è d’obbligo !!!