Vertenza Gela: la protesta si sposta all’aeroporto di Comiso

“Millecinquecento lavoratori dell’indotto Eni di Gela sono a casa. Matteo aiutaci, Lavoro adesso”, questo lo striscione che sta accompagnando la protesta dei lavoratori dell’indotto Eni che stamani  si è spostata  all’aeroporto di Comiso, Pio La Torre. Sostenuti dalle confederazioni Cgil, Cisl e Uil, Fiom Cgil, UilTec, Femca Cisl, i lavoratori non demordono: non vogliono assistenzialismo, ma investimenti e cantieri per Gela. Una città che sta soffrendo una crisi senza precedenti. Tra le richieste anche le bonifiche dei cantieri dismessi, bonifiche previste dal protocollo di intesa firmato il 6 novembre 2014, ma che finora non sono state attuate.

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