Vertenza Gela: le donne si organizzano per promuovere una rete di coordinamento

Si è riunita ieri pomeriggio, nella sede dell’Arci, in via Maurizio Ascoli, una rappresentanza composta da donne del territorio. Madri, figlie e mogli dei lavoratori Eni, e molte esponenti del volontariato, che hanno deciso di costituire un coordinamento per appellarsi ai rappresentanti della politica e agli organi competenti, e dire la loro sulla situazione drammatica in cui versa l’economia locale. In un clima di disagio generale, è proprio la donna a portare il peso più grande della profonda crisi che investe la famiglia, facendo i conti ogni giorno con innumerevoli difficoltà. Il coordinamento punta a mettere in evidenza la crisi occupazionale e complessiva del territorio, e a chiedere l’attuazione di politiche di sostegno, volte al mantenimento degli accordi intrapresi nei mesi scorsi e allo sviluppo di nuovi settori di investimento, che coinvolgano e promuovano le risorse naturali e storiche di cui Gela dispone. In programma, l’invio di una lettera al presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e alle parlamentari dei diversi partiti politici.

Da alcuni mesi, attraverso lo sportello dei diritti e lo sportello di ascolto, l’Arci si occupa del supporto ai cittadini in difficoltà. La nuova rete promossa dall’associazione si presenta, oggi, come un ulteriore prezioso tassello da inserire all’interno del progetto di aiuto comunitario.

<<La situazione che stiamo vivendo – ha affermato la presidente Arci Luciana Carfì – presenta un livello di gravità elevato. Molta gente è stanca di lottare per i propri diritti e finisce per arrendersi. Questo non deve accadere. Occorre fare uno sforzo collettivo. Lo dobbiamo ai nostri figli, a noi stessi e a questo territorio, che è stato spesso bistrattato, anche per colpa di noi cittadini che non abbiamo saputo difenderlo come avremmo dovuto. Questo coordinamento di donne ha come obiettivo quello di promuovere l’associazionismo e di mandare un messaggio di unità e sinergia. La politica ci ha abituati ad avere una visione individualistica. Dobbiamo cambiare prospettiva e provare a fare comunità. Chi vive situazioni di disagio non è solo, ma può contare sul sostegno di questa organizzazione, che si riunisce per studiare insieme proposte efficaci e strumenti concreti di aiuto. Invitiamo tutte le donne interessate ad unirsi a noi, perché, insieme, possiamo essere più forti e più preparate ad affrontare le sfide della quotidianità>>.

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