Vertenza Gela: le mogli degli ex operai indotto riscrivono al sindaco. Un altro Natale senza lavoro per tanti

Continua a far sentire la sua voce il Comitato delle mogli degli ex operai dell’indotto. A distanza di un anno dalla prima lettera rivolta al sindaco per chiedere lavoro per i loro mariti e dignità per le loro famiglie, le donne riscrivono al primo cittadino Domenico Messinese al Prefetto di Caltanissetta: il problema è sempre quello la Vertenza Gela.

Da quando l’Eni ha deciso la trasformazione della raffineria di Gela, molte aziende dell’Indotto hanno licenziato i loro lavoratori, una situazione drammatica che ha accomunato tanti gelesi e le loro famiglie e quello dell’anno scorso è stato un Natale amaro non solo per gli ex operai ma per l’intera città rimasta impotente.

A distanza di un anno la situazione è migliorata sensibilmente, alcuni operati sono stati riassorbiti durante il processo di trasformazione del petrolchimico in Green Refinery, ma vi sono ancora a casa 100 ex lavoratori inseriti nelle liste di disponibilità che continuano a rimanere disoccupati.

Ed ecco che le donne che compongono il comitato con un nuovo intervento cercano di sensibilizzare le istituzioni, e lo fanno con una nuova lettera, spontanea, frutto della loro indipendenti politicamente. Sono donne forti e determinate che vogliono solo una cosa: lavoro per tutti.

«È trascorso un anno dalla prima lettera aperta al Sindaco di Gela ,quando assieme ad alcune mie amiche (madri,figlie,sorelle..) con le mani libere e senza tessere di partito abbiamo dato alla luce il ”Comitato Spontaneo delle mogli ex operai indotto della raffineria di Gela”,con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni e non far spegnere i riflettori su un problema che assilla molte famiglie del nostro territorio, stiamo parlando della ben nota “Vertenza Gela”, il tutto senza la presunzione di voler risolvere il problema o di sostituirci gli organi preposti.

A distanza di un anno la situazione “ indotto” è migliorata, ma non a tal punto di riassorbire tutti gli operai appartenenti alla lista di disponibilità, dal ciclo produttivo sono rimasti esclusi circa cento operai senza addurre alcuna motivazione a sostegno delle scelte effettuate, molti di questi , che potremmo a questo punto definire emarginati sociali per contingenti ragioni mai esplicitate, sono privi di ammortizzatori sociali finiti da tempo e non riescono nemmeno a trovare occupazione altrove. Ciò ha creato profondo risentimento e rabbia tra gli stessi operai che non capiscono le ragioni di tale frazionamento, non capiscono perchè una parte della forza lavoro è stata riassorbita ed un’altra parte inspiegabilmente abbandonata al suo destino, una guerra tra poveri insomma!  Queste famiglie penalizzate soffrono in silenzio, con dignità, sfiduciate, allontanandosi sempre di più dalle istituzioni .
Rabbia, disperazione, in alcuni casi :depressione, povertà, disorientamento e conseguenti problemi coniugali regnano sovrani in tantissime famiglie ,problemi che non appartengono solo agli operai dell’ indotto ma che sono vissuti anche da altri settori: commercio,agricoltura,edilizia,artigianato ecc.

Il Natale è alle porte.Il Natale è sinonimo di: festa, serenità, gioia, condivisione ma non per queste famiglie.
Si può fare di più ? Certo che si! Noi non chiediamo la luna!
Noi Chiediamo un diritto costituzionalmente garantito (almeno in linea teorica con buona pace dei padri costituenti) : il LAVORO ! Chiediemo , inoltre, che venga fatto rispettare il Protocollo d’ Intesa del 2014 e lo chiediamo a gran voce e inascoltati da tempo immemorabile.
Detto questo auguriamo Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti con l’auspicio che si metta fine alla Vertenza Gela una volta per tutte.
Ringraziamo le associazioni vicine:Gelensins Populus e C.A.V. Per il sostegno morale fornito Auguri a tutti!»

Marisa Bevilacqua
Comitato Spontaneo mogli ex operai dell’indotto