Vertenza Gela: “Ora basta, vogliamo i fatti!”, mobilitazioni pronte se non si decide sul futuro industriale della città

“È ora di dire basta, vogliamo i fatti!”. Esordiscono così i rappresentanti sindacali di CGIL CISL e UIL, congiuntamente alle categorie del settore industria e quindi edili, chimici e metalmeccanici e alle categorie del settore dei servizi e del trasporto, manifestando la massima preoccupazione per la situazione occupazionale, sociale ed economica che sta attraversando la città di Gela.

Una situazione che potrebbe creare problemi di ordine pubblico se non trova una soluzione al più presto. Inevitabile il riferimento diretto alla crisi del polo industriale Eni, manifestatasi ancora prima della firma del protocollo d’intesa. Un protocollo che era stato la risposta alla grande mobilitazione di tutte le categorie economiche della città a causa dell’assenza di alternativa occupazionale che ha colpito il sud Italia, Gela inclusa. “Se velocemente attuato – si legge in una nota firmata da Emanuele Gallo (CISL), Ignazio Giudice (CGIL) e Maurizio Castania (UIL) – il protocollo darebbe risposte concrete in termini occupazionali ai lavoratori e in termini imprenditoriali a una moltitudine di aziende in crisi da decenni. Si avverte l’urgenza di costruire una vera e tangibile coesione sociale e istituzionale per dare più forza alle rivendicazioni del mondo del lavoro. L’obiettivo deve essere unico: salvaguardare la presenza della storia industriale attraverso l’avvio di bonifiche, nuovi insediamenti e la costruzione della bio raffineria. La crisi della raffinazione mondiale non può tradursi in alibi, facendo finta che il protocollo, i progetti industriali, le risposte da dare ai lavoratori e alle imprese arrivino da sé. Da soli non si va da nessuna parte e ognuno, da tempo, dovrebbe utilizzare i poteri conferiti a favore dell’economia della città di Gela. Il tempo sta per diventare uno dei fattori sfavorevoli alla vita della città che rischia ogni giorno di trasformarsi in dormitorio, né città industriale né sogno di città turistica. È ora di dire basta – conclude il comunicato – e di capire di chi siano le responsabilità”. Una lettera aperta che arriva a conclusione di una lunga riunione con tutte le categorie, in cui sono stati predisposti diversi incontri al fine di realizzare nei giorni a seguire iniziative di mobilitazione perché si decida una volta per tutti sulla vertenza Gela.

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