Vetenza Gela: la protesta si sposta in prefettura. Che fine ha fatto la politica? Solo Idv risponde ai “10 punti”

La protesta dei lavoratori dell’indotto si è prostata stamani in Prefettura. Nella città nissena stamani si sono recati 150  lavoratori, presenti anche quelli del diretto Eni, e sostenuti dalle associazioni sindacali della Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni dei categoria. Al prefetto Maria Teresa Cucinotta saranno presentati i “10 punti per salvare Gela”, in cui si chiede, oltre che il prolungamento degli ammortizzatori socilai, principalmente l’avvio dei cantieri e delle bonifiche, oltre che di sgravi fiscali per imprese e attività commerciali del territorio, gravato da una crisi senza precedenti. Il documento porta la firma, oltre che delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e di categoria, anche della Cna, Confcommercio e Gela C’Entro. Un documento che è stato spedito a tutti i palrmentari regionali, gruppi e vicegruppi. Ma finora l’unica risposta che è pervenuta sulla Vertenza Gela è stata quella da parte di Italia de Valori. Chi fine ha fatto la politica? Se lo chiedono i sindacati, se lo chiedono i lavoratori che rischiano di rimane a casa per sempre, se lo chiede la città che è in fase di implosione ecomonica. “Lo abbiamo ribadito più volte che il luogo di risoluzione della Vertenza Gela rimane la politica”, ha detto Ignazio Giudice. Anche stamani ad accompagnare i lavoratori non si è vesto nessun deputato, nessun politico. E intanto la città rimane con il fiato sospeso per gli incontri che verranno effettuati a Roma: il primo è quello di giorno 18 febbraio al Ministero dell’ambiente per lo stato delle autorizzazioni sui cantieri da avviare. Il secondo, più importante, è quelle del 14 febbraio al Mise, per una verifica sullo stato del protocollo con Eni firmato il 6 novembre del 2014.

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