Viaggio nella Pubblica Sanità gelese – Quarta parte: Bilancio importante per il reparto di Terapia intensiva

Torniamo ad occuparci di sanità pubblica. La scorsa estate avevamo dato inizio ad un ciclo di inchieste riguardanti i reparti e i servizi del presidio ospedaliero di Gela, facenti capo all’Asp di Caltanissetta, al fine di evidenziare punti di forza ed eccellenze professionali e denunciare deficit e carenze organiche e strutturali. Il nostro progetto si è interrotto a causa delle dinamiche regionali e nazionali di governo che hanno lasciato a lungo in uno stato di assoluta incertezza la sanità locale.

Prima tappa del nostro iter è stato il Centro di Radioterapia “Crocifisso Moscato”, inaugurato nel gennaio 2014. In seguito, ci siamo interessati del servizio di Senologia del Vittorio Emanuele e dell’Unità operativa Hospice-Terapia del dolore.

Concludiamo adesso il nostro ciclo con il Reparto di Rianimazione e Terapia intensiva, attivo sul territorio dall’agosto 2001, che si occupa di pazienti in acuto, ovvero  i cui casi presentano un grado massimo d’urgenza.

Circa 240 i ricoveri effettuati nell’arco di un anno, con una mortalità del 25 %. Numeri importanti si registrano rispetto al passato in riferimento al consenso per la donazione degli organi dei pazienti in morte encefalica. Si calcola una media di assensi pari al 75%. Grazie a questi dati, oggi, la struttura si colloca al secondo posto nella classifica regionale, preceduta solo dal “Civico” di Palermo.

La sensibilizzazione alla donazione è uno degli obiettivi principali del personale del reparto. All’interno della struttura, un’équipe medica qualificata, formata dalla dottoressa Teresa Leuzzi, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, dal dottore Lucio Antona, direttore dell’Unità operativa semplice di Rianimazione e coordinatore locale per il Centro Regionale Trapianti di Palermo, dal dottore Emanuele Fisci, direttore dell’Unità operativa semplice del gruppo operatorio, e dal team dei 13 infermieri coordinati da Giuseppe Provinzano. La struttura si avvale della collaborazione della psicologa Regina Morales, nell’ambito di un progetto Asp, volto alla riabilitazione psicologica nei reparti critici del Polo ospedaliero.

Tra le tecniche innovative adoperate in Terapia intensiva, vi è la cosiddetta dialisi con citrato che, nei pazienti con insufficienza renale, permette un’anticoagulazione particolare, riducendo i rischi importanti che possono presentarsi con la dialisi tradizionale. Questa metodologia consente, inoltre, di effettuare interventi chirurgici in corso di dialisi, operazione impensabile fino a qualche tempo fa.

Il reparto si occupa anche di assistenza a pazienti esterni, molti dei quali tracheostomizzati, con l’istituzione di appositi service che forniscono loro un supporto completo e multidisciplinare.

Secondo quanto stabilito dal piano di riordino della rete della rianimazione della Regione Sicilia, le postazioni di cui dispone attualmente la struttura saranno raddoppiate con un relativo incremento di personale addetto. Si attende che nei primi mesi del nuovo anno si concretizzino tali direttive, fino ad ora rimaste sulla carta, per via delle varie vicissitudini politiche che hanno interessato l’assessorato alla Sanità regionale

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Il nostro ciclo per il momento si chiude qui, ma noi di Accènto continueremo ad interessarci costantemente di sanità pubblica, a verificare se saranno effettivamente mantenute le promesse da parte degli enti istituzionali preposti, riguardo all’attivazione di nuovi servizi e al potenziamento di quelli esistenti. Ci auguriamo che l’anno nuovo ci permetta di poter raccontare una sanità che sia sempre più a misura di cittadino, una sanità solida e all’avanguardia. Durante questo viaggio, abbiamo potuto constatare il valore professionale e umano del personale che opera all’interno dei diversi reparti. Non mancano le carenze che rendono il lavoro dei sanitari di certo non semplice. Doppi turni e straordinari sono all’ordine del giorno. Dove manca il personale, sopperiscono i volontari. Li abbiamo conosciuti, caparbi, instancabili, con il fuoco dentro, il fuoco dell’amore verso il prossimo, verso chi si trova ad affrontare il cammino sofferto di una malattia e, nel farlo, non è lasciato solo. Dopo anni di richieste e rinvii, si attende ancora l’apertura di servizi di grande importanza per il nostro territorio, come la Breast Unit, unità altamente specializzata nella diagnosi e nel trattamento del carcinoma alla mammella. Allora, confidiamo che il 2016 sia l’anno dell’efficienza, che la politica non disperda tempi e risorse come, purtroppo, ha dimostrato di aver fatto in passato, ma che, attraverso un’azione attenta e scrupolosa, sappia operare interventi mirati, volti a garantire alla sanità ciò che le spetta. 

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